L'Editoriale

 Le decisioni dei prossimi giorni sono tanto importanti per l'Unione Europea: ne va della salute economica di ogni singolo Stato membro. Ma ne va anche del futuro dell'Unione che è a un bivio: i cartelli dicono aiuti o non aiuti, ma significano anche futuro solido o futuro incerto, futuro con o futuro senza l’Ue.

La Libia è al centro di attenzioni ed appetiti internazionali. Due le questioni, entrambe cruciali: gestione dei migranti ed escalation di tensioni. Entrambe comportano decisioni ed equilibri difficili. L'Italia ne è due volte coinvolta.

C'è qualcosa torna a muoversi e c'è una data all'orizzonte, il primo luglio, quando si confronteranno la Procura di Roma e quella del Cairo, dopo un anno e mezzo di silenzio. Nel frattempo, sono state così tante le dichiarazioni fatte e poi smentite da parte degli egiziani che non si sa quanto sia lecito aspettarsi di nuovo.

Tra le tante considerazioni che si possono fare riguardo il coronavirus, una si impone mano a mano che la pandemia si diffonde per il pianeta. chi meno ha più paga, chi è socialmente fragile rischia di più, si espone di più, si ammala di più, soccombe di più.

Antonella: una ricercatrice italiana che sbaraglia 60 concorrenti e vince il premio quale "migliore scienziato dell'anno alla Accademia reale delle Scienze di Bruxelles. Il merito? Ha trovato come sconfiggere il batterio dell’antrace: usato dai terroristi in giorni a noi vicini, ma presente fin nella Bibbia, tra le piaghe dell'Esodo.

Una vicenda made in Usa che è un cliché: un poliziotto bianco ferma un uomo nero, nel corso dell'arresto qualcosa va storto e l'uomo nero muore. Un caso simile ad altri, ma questa volta tutti gli Stati Uniti si sono accesi in una rivolta che in una settimana ha portato a migliaia di arresti, nuove vittime, violenze e saccheggi.

Vite nate per essere vendute: succede in tante parti del mondo, ma il Covid 19 rallenta le consegne. Il caso Kiev e le culle che riempiono una sala dell'hotel

Quanto al "particulare" ha riguardato questioni che alcune regioni hanno sentito, per posizione geografica o vocazione, non rinviabili. Una è quella delle spiagge che significano anche ospitalità dall'alba a dopo il tramonto. Apparteniamo anche noi a queste regioni, come Friuli Venezia Giulia e Veneto.

Lunedì 18 maggio, a cent'anni dalla sua nascita, possiamo ricordarlo libero e radioso con gli scarponi ai piedi sulle amate montagne, o in preghiera davanti la Madonna nera di Czestochowa o stremato ma ancora aggrappato alla croce, comunque certi della sua instancabile presenza, pronto a ricordarci: "Non abbiate paura".

Non li abbiamo pensati che raramente. Di solito una volta l’anno, nelle giornate di Telethon. Eppure siamo nelle loro mani, oggi più che mai. Sono i ricercatori, alle cui menti affidiamo la salvezza da questo coronavirus che, se ci voltiamo indietro e proviamo a ritornare nei nostri panni e pensieri di due mesi fa, ci appare come l’improbabile trama di una fiction da paura.

Una falcidia tremenda quella degli anziani nelle case di riposo. Il medico belga Hans Kluge, direttore europeo dell'OMS lo ha ammesso: "Quasi la metà di tutte le vittime da coronavirus in Europa vivevano nelle case di cura".

Chissà come vivremo questo 25 aprile, 75° dalla Liberazione, giorno di discorsi, di senso di patria unita, ricordo di un’Italia che usciva a brandelli da una seconda guerra mondiale e da una guerra civile. La domanda viene perché, nei giorni che questa data precedono, non lo si trovava proprio un bandolo che desse alla matassa Italia un senso di unità. 

Negozi chiusi, commercio, industrie, turismo: fermi. Non per polemiche ma per essere vicino alle aziende e famiglie del nostro territorio abbiamo raccolto la loro voce. Eccoli da Frisanco a Portogruaro, da Annone a Fontanafredda ( i dettagli nello speciale a pag.4,5,6 - vedi gratuitamente il pdf)

"Carissimi, non abbiate paura o vergogna di piangere nei momenti di dolore e di smarrimento. Oggi tanti di noi piangono perché non riescono a vedere i segni di un domani migliore, perché le parole di consolazione non bastano a sollevarci dalla paura... Ricordiamo le prime parole di Gesù risorto sono di una tenerezza straordinaria: "Donna, perché piangi?".

Sembra il più prosaico dei commenti, invece lo ha detto Papa Francesco nel corso di una diretta televisiva che ha bloccato il mondo per un’ora. Immagini nuove, sciabole di solitudine penetrate negli animi scossi dal giorno nero del coronavirus con oltre novecento morti

E’ questo il percorso dell’Italia agli occhi dell’Europa: da vituperata ad esempio. Tutto è partito dal rimbrotto infelice di Christine Lagarde, per arrivare, nel giro di una settimana, agli elogi di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue che ci ha indicati quale "esempio meraviglioso"

La soluzione non è vicina. I ocntagi salgono oltre il record che si credeva cinese. L'Italia si cura se si chiude. Non resta che mantenere calma e corretto comportamento dato che, come diceva Goethe, il traguardo si raggiunge senza fretta e senza sosta.

Una morte straziante è quella di un bambino: come Alan Kurdi, tre anni, che nel 2015 è stato trovato riverso in una spiaggia mentre con la famiglia cercava la possibilità di una vita. Ora ha trovato giustizia. Ma quasi nessuno lo ricorda più

Riprendiamo la strofa di quell'inno che i giocatori cantano con la mano sul cuore: "Stringiamoci a coorte". Se vale per una partita figuriamoci per una questione vitale come questa. E, sia pur distanti e privi di abbracci, stringiamoci, alleiamoci nell'intento comune di non sacrificare i nostri fratelli e noi al contagio.

Nella confusa settimana che ha chiuso febbraio, la politica ha scricchiolato, i virologi si sono affrontati a colpi di teorie, gli economisti hanno disegnato scenari apocalittici. Chi, nel marasma di opinioni, non si è persa d’animo ha tenuto salda la barra della compostezza è stata la Chiesa. Antica e digitale, come se avesse già pronto da tempo un "piano B" per raggiungere i suoi fedeli

L’Italia da anni si confronta sulla questione migranti con politiche che rispondono più al colore dei governi, che nel frattempo si sono alternati, che non alla questione in sé e per sé. Il tema è stata presa a cuore anche dai Vescovi, riuniti a Bari per confrontarsi su "Mediterraneo frontiera di pace". Anche la commissaria Dunja Mijatovic ha scritto al governo italiano affinché sospenda "ogni attività di cooperazione con la guardia costiera libica".

Il virus allunga le distanze che sono sempre state brevi tra Italia e Cina a partire da Marco Polo. Ma per la nostra diocesi la Cina richiama anche la storia personale e di fede del beato Odorico e del cardinale Celso Costantini

Bari dal 19 al 23 febbraio diventa "Frontiera di pace" grazie ad un incontro speciale, promosso dalla Chiesa italiana, che vede riuniti 60 vescovi provenienti da 20 Paesi bagnati dal Mare Nostrum. L’assemblea, unica nel suo genere, sarà conclusa domenica 23 febbraio con la celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre

L'Europa ha perso una stella. Anzi, è la stella che ha deciso di staccarsi dal cielo blu della bandiera dell’Unione, che scende da ventotto a ventisette paesi membri. E’ un divorzio subìto: dall’Unione come da una parte del Regno Unito. Per questo non sarà facile trovare tutti gli accordi, commerciali e non, per regolare gli spostamenti di merci e persone

Davos versus Assisi: più che rivalità, una sinergia a distanza. Uno il tema portante: l’ambiente. Anche l'Europa ha divulgato le nuove linee guida del suo piano di sviluppo, chiamato Green New Deal (nuovo corso verde). Ambizioso e costoso l’obiettivo, unico il fine

Se non può il cuore forse potrà il portafoglio. La campagna "Ero straniero", partita da un composito gruppo milanese e arrivata a Roma oltre due anni fa, forte di 90mila firme raccolte e con la veste di proposta di legge di iniziativa popolare, nei giorni scorsi ha visto il suo obiettivo calarsi nella sfera del possibile: il ministro dell'Interno, Lamorgese, ha dichiarato l'intenzione del governo di varare un piano straordinario per regolarizzare 400mila migranti.

Ora di religione. Al di là delle fedi e delle appartenenze sorge una domanda ineludibile: perché avvalersi di questo insegnamento?

Siamo passati dall’esercito dei selfie a quello dei single. Il primo (il selfie o autoscatto) ricorda una canzonetta del 2017, il secondo (il single o chi vive da solo) è l’immagine che esce dall’indagine Istat resa nota il 31 dicembre scorso. Logica conseguenza di un processo iniziato da tempo.

Liliana Segre ha sfilato per Milano scortata da seicento sindaci solidali contro gli odiatori da tastiera che ogni giorno la insultano. Molti comuni l'hanno nominata cittadina onoraria, altri hanno sonoramente bocciato la proposta. Per gli attacchi antisemiti a quasi 90 anni le è stata data la scorta. E cosa ha detto Liliana Segre prendendo la parola? ha parlato di "amore". Una lezione difficile da eguagliare

Così scrive il nostro vescovo: Che bello sarebbe se a partire dal 25 dicembre fossimo noi moderni pastori che vedendo ciò che accade nella grotta cantano "Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra a chi egli ama". Che bello se fossimo come attuali Magi che cercano una Stella diversa dalle altre...