L'Editoriale

Di fake news su salute e cure si muore. Anche in Italia, dove vanno diffondendosi teorie naturaliste, complottiste, anche "fantasiste", spesso affariste. Viaggiano veloci in una rete a cui si rivolgono 9 pazienti su 10 (88%) ancor prima di andare dal medico. Dal mondo scientifico arriva la reazione con la pubblicazione di patti, manifesti e appelli. La scienza non è opinabile. E se ci sono convinzioni che rischiano di far male solo al borsellino ce ne sono altre che portano a conseguenze gravi e senza ritorno

Nell’Europa che i sovranisti non hanno conquistato e che prenderà forma nel corso dell’estate noi italiani - oltre che in bilico sul fronte interno - vi ricopriremo un ruolo ben diverso rispetto agli ultimi anni, nei quali avevamo portato un bel po’ di tricolore nell’azzurro stellato del vessillo europeo, ricoprendo tre delle cinque cariche top.

Le comunità virtuali non sempre corrispondono a una comunità vera, non sempre diventano incontro di persone che, almeno, si conoscono e, magari, fanno qualcosa insieme fino, addirittura, ad aiutarsi. Le virtuali sono comunità che condividono un interesse, dove si scambiano pareri e informazioni, ma nelle quali è facile manchi il dialogo con chi la pensa diversamente. Sono comunità che escludono, non comunità inclusive e accoglienti.

Quale sogno o idea di Europa ha un Paese - anche i media hanno una responsabilità - che ha narrato più la disunione che l’Unione europea. Sui temi caldi di lavoro, migranti e denatalità cosa significa per il futuro dell’Europa - quindi nostro - scegliere una strada politica piuttosto che un’altra? Quanta informazione e quante autoreferenziali cronache hanno animato le scorse settimane?

È la memoria di quel numero imprecisato di migranti, tra settecento e mille, affondato nell’impresa di attraversare il mare il 18 aprile del 2015. Ventotto superstiti. Nel passato questo barcone lo si era immaginato in piazza Duomo a Milano e anche a Bruxelles: simbolo delle tragedie nel Mediterraneo. Ora è esposto alla Biennale di Venezia: una tragedia che resta d’attualità

Per lui si è scatenata una gara di solidarietà che scalda il cuore in questi nostri tempi aspri: cascate di telefonate di aspiranti genitori e scatoloni di vestiti e giocattoli. In più tutto un paese si è ricoperto di fiocchi azzurri... Una storia che commuove alla vigilia della festa della mamma

   C'è un legame nuovo tra il Friuli e la Sicilia: gli abeti devastati dalla tempesta Vaia di fine ottobre faranno da scenografia al teatro greco antico di Siracusa. Li ha voluti l'archistar Stefano Boeri, donando loro una nuova vita.

  Sarà un primo maggio turbato dalla non crescita dell’Italia. Il quadro incerto ci rende osservati speciali da parte dell’Europa. Tra pareri diversi e le urne di fine maggio una cosa è certa: se manovre correttive ci saranno arriveranno dopo

La Risurrezione di Gesù introduce una tale novità nella Storia, che ci porta a considerare il mondo con uno sguardo nuovo

Un paio di esperimenti hanno chiesto ad adolescenti e giovani di non usare il proprio smartphone in occasione della gita scolastica o per un periodo di tre giorni. Il senso del tutto non è ovviamente un inno ipocrita contro le tecnologie né un invito a riavvolgere il nastro del tempo per vivere senza uno strumento che è indispensabile in molte occasioni. La questione è semmai vedere se è possibile imparare a riporlo. E qui siamo tutti in prima linea nell’uso e nell’abuso

Peter Tabichi, keniano di 36 anni, ha vinto il Global teacher prize: è il miglior professore al mondo. Insegna ai suoi allievi a ricavare energia dalle piante, insegna alla sua comunità a coltivare con poca acqua. Va a scuola con una vecchia moto e i jeans. Ma ha ritirato il premio in saio: Peter è un francescano.

I diritti aletici: ne parla un libro in uscita. Si tratta di una rivendicazione dei diritti alla verità da parte dei cittadini in un mondo in cui la propaganda domina come pensiero (quasi) unico.

Dal sogno di uno una conquista per tutti: cos'è se non questa la forza antica della speranza operosa che si fa conquista? Succedeva ieri, è successo ancora oggi con Greta che ha infiammato i giovani di entusiasmo in difesa della loro casa comune: la Terra

Il progetto ha 30 anni. Ora si è deciso di non decidere. Tra contrari e favorevoli i lavori sono iniziati. E ai bandi si dà via libera. salvo tenersi del tempo per decidere...

Il 12 marzo è il giorno delle risposte per il regno Unito, per Teresa May, per l'Irlanda, Per i tanti europei e italiani che vivono e lavorano in Inghilterra. Cosa succederà? Brexit sì o no? Il guaio è che, in questa complicata storia, ogni pista indicata trova un oppositore

Venezia mette la multa ai coriandoli di plastica: una bel segno. un passo verso un mondo (e un mare) meno inquinati. Una tappa sul cammino del biodegradabile che Europa e Italia hanno cominciato

Tre regioni in cammino verso l'autonomia differenziata. E altre che non stanno a guardare. In lista d’attesa per l’autonomia ci sono anche Liguria, Lazio, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria e Campania. Ovvero mezza Italia. Come diventeremo?

 Tra le note e gli spartiti i migranti sono sbarcati sul palco dell’Ariston. Offuscati dalle polemiche sui vincitori che hanno distratto dai testi delle canzoni: alcuni hanno parlato molto chiaro.

Il pericolo nucleare si ripresenta, facendo accelerare le lancette del cosiddetto Orologio dell’Apocalisse che, dal 1947, segna quanto è grave la minaccia nucleare per il pianeta, esprimendola come minuti che mancano alla mezzanotte.

 Francesco è un mister eccezionale. Si rivolge ai giovani invitandoli a "fare chiasso", ad abbandonare il "virus della tristezza", a "non guardare dal balcone della vita" ma, anzi, "a giocare in attacco". Ma semina di messaggi al mondo degli adulti la Gmg: "Il padre della menzogna preferisce un popolo diviso e litigioso ad un popolo che impara a lavorare insieme".

  Essere poveri non conviene. Sembra una catalanata, invece è quanto sostiene, con la forza dei numeri, l’ultimo rapporto Istat.

I mesi che verranno saranno tra i più intensi per la vita politica dell’Europa. In calendario ci sono due grossi eventi: uno storico, come l'ancora incerta uscita della Gran Bretagna dall'Europa (Brexit); l’altro di routine, se vogliamo, ma sempre ad alta tensione è costituito dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.

In Europa si sono costruiti due tipi di muri: a volte visibili, di cemento e filo spianto; altre invisibili, scritti da leggi e decreti come da noi. Entrambi rappresentano il tentativo di costruire un argine all’arrivo di qualcuno che gradito non è. Ma ce n'è un terzo...

Il VI rapporto Caritas dei primi di dicembre, il quale ben sottolinea la noncuranza del mondo, e nostra, nei confronti della guerra. Vi si legge: "Tra la popolazione italiana c’è una sorta di amnesia (o ignoranza?) piuttosto elevata sull’esistenza di tutte queste situazioni drammatiche".

Che Natale sarebbe se non trasformasse le nostre vite e la nostra città? Se non mettesse in crisi le distanze che poniamo tra noi e gli altri?

"Quest’anno non fare il presepio credo sia il più evangelico dei segni. Non farlo per rispetto del Vangelo e dei suoi valori, non farlo per rispetto dei poveri".... Tra nuove polemiche e Il presepe di San Francesco: la grotta, la Natività, il suo significato

Nadia Murad e Denis Mukewge: il 10 dicembre ricevono a Oslo il premio Nobel per la pace. Sono entrambi testimoni di una pratica terribile: lo stupro come arma di guerra.

In bilico i contributi ai giornali, in bilico i giornali. Specie (anche) i diocesani. Eppure - come dice papa Francesco - sono "voce, libera e responsabile, fondamentale per la crescita di qualunque società che voglia dirsi democratica". Sono legati al territorio e svolgono una funzione indispensabile, consentono di essere consapevoli del tempo che si sta vivendo...

La povertà fa spesso rima con fragilità. È importante riuscire a vederla, tanto più se ci abita accanto, perché è lì che possiamo fare la differenza: evitare che simili episodi si ripetano, ma soprattutto regalare giorni migliori a chi annega nella solitudine.

Per l’Europa il busillis è sempre quel 2,4% del debito sul Pil, visto come il passo più lungo della gamba. Ed economicamente parlando, la gamba italiana, già appesantita da un debito pubblico superiore al 130% del Pil, registra una frenata.