Commento al Vangelo

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Nel cammino spirituale dell’Avvento la Liturgia pone il tema della gioia ricordando che il Maestro, nell’ultima cena, prima di affrontare la sua morte, lasciò ai suoi discepoli un messaggio di gioia profonda: "Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena".

E' la povera vedova che getta nel tesoro del tempio più di tutti gli altri.

Il 13 maggio, divenne la festa di tutti i martiri. Cessate le persecuzioni e cessata, dunque l’era dei martiri, nasceva un nuovo tipo di santità: l’imitazione di Cristo nella pratica eroica delle virtù evangeliche. La festa cambiò: il 1° novembre

Gesù gli disse: "Che cosa vuoi che io faccia per te?". E il cieco gli ripose: "Rabbunì, che io veda di nuovo!". E Gesù gli disse: "Và, la tua fede ti ha salvato". E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Quando il non-cristiano non si pone contro il credente e contro la comunità, il cristiano è chiamato a guardare il non-credente con simpatia. Uno dei fondamenti cristiani dell’universalismo è stato posto da Gesù con queste parole: "Chi non è contro di noi è per noi" (Mc 9,40).