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Al Cro si studia il microbiota per capire l’efficacia delle cure

L’Istituto di Aviano è uno dei sette centri dove viene portato avanti lo studio Portrait che approfondisce le conoscenze sull’interazione tra microbiota, tumore e farmaci, analizzando anche la componente volatile del sudore, in caso di tearapie neoadiuvanti per tumore al seno

Parole chiave: Oncologia di precisione (2), Portrait (1), tumore al seno (1), microbiota (1), Cro (39), Aviano (29)
Team Cro del progetto Portrait

La risposta ai trattamenti neoadiuvanti per il carcinoma della mammella può variare notevolmente tra persone diverse per fattori legati non solo alla malattia, ma anche per caratteristiche individuali, tra le quali spicca il microbiota, ovvero l’insieme di microorganismi che convivono con l'organismo umano.

Negli ultimi anni si è osservato come il microbiota possa trovarsi non solo nell’intestino, sulla pelle o nel cavo orale, ma anche all’interno del tumore stesso, potendo modulare la reazione immunitaria e il metabolismo cellulare. Inoltre, i processi metabolici e patologici, sia del nostro organismo sia dei batteri che lo colonizzano, si traducono in Composti Organici Volatili (o VOCs, Volatile Organic Compounds), i quali possono essere raccolti e misurati.

Per esplorare l’interazione tra microbiota e tumore, comprendere come questa possa essere misurata nella componente volatile del sudore e capirne l’impatto sull’efficacia dei farmaci, è stato creato Portrait - A Multi-Omic Stratification And A Non Invasive Tool For Early Recognition Of Triple Negative And HER2+ Breast Cancer Patients Responders To Neoadjuvant Therapy. Il progetto sarà supportato con 1.193.076 euro in tre anni (2023-2025) da ERA PerMed, consorzio co-finanziato dalla Commissione Europea per promuovere progetti di ricerca internazionali orientati alla medicina personalizzata.

Oltre al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, Portrait coinvolgerà altri sei centri di ricerca: l’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” IRST IRCCS, che coordina il consorzio, l’Università di Lille (Francia), l’Università di Granada (Spagna), l’Università di Heidelberg (Germania), l’Università di Navarra (Spagna) e lo Sharett Institute for Oncology di Gerusalemme (Israele).

Attraverso l’integrazione di caratteristiche individuali con dati provenienti da più fonti come genomica, trascrittomica, metagenomica, metabolomica e proteomica, Portrait intende esplorare nuovi biomarcatori non invasivi e porre le basi per nuovi approcci terapeutici. “Il nostro compito all’interno del consorzio sarà il disegno e la conduzione del protocollo sottostante, dove saranno definiti i criteri e la modalità con cui le persone con determinate caratteristiche saranno coinvolte all’interno dello studio. Questi aspetti, uniti a un impianto statistico solido, sono indispensabili per una corretta interpretazione dei risultati e per la loro trasferibilità nella pratica clinica” commenta Lorenzo Gerratana, medico del Dipartimento di Oncologia Medica e coordinatore del progetto per il CRO di Aviano.

“Ormai è chiaro come nella comprensione della patologia tumorale si debba tener conto di fattori dell’organismo ospite che possono modificarne la biologia e il metabolismo” spiega Fabio Puglisi, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica del CRO di Aviano. “Il progetto, coordinato nell’ambito di un consorzio internazionale di elevato valore scientifico, si prefigge di studiare queste interazioni tumore-ospite con l’intento d’identificare approcci diagnostici e terapeutici personalizzati. Sono molto orgoglioso della nostra partecipazione, che evidenzia l’impegno dei ricercatori del CRO di Aviano nell’ambito dell’oncologia di precisione”

Fonte: Comunicato stampa
Al Cro si studia il microbiota per capire l’efficacia delle cure
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