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Ricette (antiche) del Friuli: 477 le danno Giosuè e Rita Chiaradia

Giosuè e Rita Chiaradia con Enos Costantini: 477 antiche ricette del Friuli Venezia Giulia

Parole chiave: Chiaradia (1), Pordenonelgge (2), Ricette (3)
Ricette (antiche) del Friuli: 477 le danno Giosuè e Rita Chiaradia

Cercando tra le pieghe delle centinaia di appuntamenti di Pordenonelegge 2018 per scoprire qualche autore particolarmente legato al territorio pordenonese, per nascita o per motivi di lavoro, abbiamo incontrato autori, libri, tante storie interessanti. Una vera e propria scoperta che ci ha fatto ancora una volta riflettere sulle potenzialità dei pordenonesi, più o meno conosciuti, che attraverso i propri scritti ci regalano tematiche interessanti, anche curiose, mai banali e sulle tante opportunità offerte da Pordenonelegge.
Iniziamo, per dovere oseremmo dire civico, da Giosuè Chiaradia, pordenonese di adozione, benché nato a Stevenà di Caneva. Per tanti anni docente a Pordenone, studioso appassionato di tradizioni popolari, letteratura, storia, archeologia, pittura, natura, viaggiatore e organizzatore di viaggi di altissimo valore culturale.
Chiaradia dalle sue ricerche ha prodotto numerosissimi libri e articoli in riviste specializzate. Uomo che ha dato tanto alla comunità pordenonese e non solo. Di lui vorremmo scrivere ancora molto, scegliamo di dire del libro che Chiaradia presenta a Pordenonelegge domenica 23 settembre ore 16 a Palazzo Klefisch "Salvia e rosmarino. Alimentazione tradizionale in Friuli", edito da Forum editrice universitaria Udine.
Questa volta Giosuè Chiaradia affianca alla sua la firma della moglie, signora Rita, accanto a lui da una vita, nei viaggi, nelle ricerche e in questo caso anche nei suggerimenti perché di ricette si tratta.
"Salvia e rosmarino" non solo un libro di ricette (477), ma "una ricerca etnografica, "un libro di cucina applicata", applicata alla storia".
Quanto tempo ha impiegato a scrivere il libro?"- chiediamo al prof Chiaradia - "Tre anni, ma l’intero volume è il risultato di 50 anni di ricerca. Ogni mio libro parla dell’alimentazione".
Circa 6.000 gli informatori, un migliaio quelli citati e intervistati a iniziare dagli anni sessanta del secolo scorso.
Informatori da Andreis a Zoppola, tutto il Friuli Occidentale. E Chiaradia ci indica il signor Cesselli di Azzano Decimo classe 1871. A questi si aggiungono le migliaia di studenti che con i docenti hanno partecipato ai concorsi regionali "Il Ceppo d’oro" fornendo informazioni.
A presentare il volume per Pordenonelegge sarà Enos Costantini, agronomo, docente, studioso, noto per la sua partecipazione alla rubrica radiofonica domenicale "Vita nei campi". Un binomio d’eccezione.
Costantini ha accostato il nome di Chiaradia a quello della contessa Perusini che nel 1970 pubblicò "Mangiare e ber friulano". La contessa si occupò soprattutto di piatti per nobili, ma nell’Ottocento la maggior parte della popolazione era contadina e montanara ed è da questa popolazione che i Chiaradia traggono informazioni.
Ai testi vanno aggiunte splendide foto in bianco e nero di vita contadina di Tarcisio Baldassi e riproduzioni di dipinti di Otto D’Angelo, appena scomparso, sempre con soggetto la vita contadina.
Maria Luisa Gaspardo Agosti

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