Pordenone
stampa

Il 115° delle crocerossine festeggiato con un libro

Venerdì 5 maggio alle 18.30 nel Ridotto del Teatro Verdi ci sarà la presentazione del libro “La Via del Cuore" Storia delle Crocerossine Internate nel Campo Katzenau in Austria durante la Grande Guerra curato dalle Infermiere Volontarie Ornella Zagami e Costanza Arcuri

Il 115° delle crocerossine festeggiato con un libro

Nel 2023 ricorrono i 115 anni di fondazione del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana. La storia delle Infermiere Volontarie ha inizio a Milano nel 1906 con l’organizzazione del primo corso di formazione. L’iniziativa ebbe un grande successo e vennero istituiti corsi simili in molte altre città italiane. Il 9 febbraio 1908 nasce ufficialmente il Corpo delle Infermiere Volontarie con l’inaugurazione della scuola presso l’ospedale militare del Celio sotto l’alto patrocinio della Regina Elena.

Storicamente le Infermiere Volontarie - che a Pordenone sono presenti dal 1915 - hanno prestato la loro opera di supporto alle comunità durante i conflitti mondiali e nelle missioni di pace all’estero, nelle emergenze che hanno colpito il nostro Paese, dal Polesine all’alluvione di Firenze, al Vajont, ai terremoti dell’Irpinia, del Friuli, del Molise, Abruzzo ed Emilia, solo per citarne alcune e protagoniste del supporto alla popolazione anche durante l’emergenza COVID.

Il Comitato di Pordenone vuole celebrare i 115 anni con un evento aperto alla popolazione e alle istituzioni in programma per venerdì 5 maggio alle ore 18.30 al Ridotto del Teatro Verdi, con la presentazione da parte dell’Ispettorato II.VV. di Pordenone del libro "La Via del Cuore" Storia delle Crocerossine Internate nel Campo Katzenau in Austria durante la Grande Guerra, curato dalle Infermiere Volontarie Ornella Zagami e Costanza Arcuri.

Nel corso della prima guerra mondiale una considerevole parte della popolazione civile del nord-est fu deportata dal governo austriaco in campi di internamento dislocati nelle regioni più lontane dell’Impero Austro-Ungarico, soffrendo privazioni e umiliazioni indicibili. Migliaia di sudditi dell’Impero  - trentini, friulani, istriani e dalmati, appartenenti a tutte le classi sociali - per la loro attività a favore della causa dell’irredentismo, ancor prima dell’entrata dell’Italia in guerra furono incarcerati nelle prigioni ordinarie e poi internati nel Campo di Katzenau, a nord-ovest di Linz nell’alta Austria, in prossimità del Danubio.

Il libro che sarà presentato venerdì 5 maggio a Pordenone include i diari di Maria Andina (Como, 1868 – 1972) e Maria Antonietta Clerici (Como, 1884-1961), che furono impegnate anche in Friuli Venezia Giulia. Sorella Clerici prestò servizio anche negli ospedali da campo di Moggio Udinese, di Cervignano del Friuli e di Perteole, mentre Sorella Andina fu impegnata all’ospedale militare da campo di Como venne traferita a quello di Meretto (Palmanova), Cervignano del Friuli e infine a Perteole.

Maria Andina e Maria Antonietta Clerici furono tra le circa 8.500 Infermiere Volontarie della Croce Rossa che durante la Prima guerra mondiale prestarono supporto sanitario sui treni-ospedale, sulle navi-ospedale, nelle unità mobili sanitarie, negli ospedali territoriali di riserva e militari e negli ospedali da campo in zona di guerra. Insieme a Concetta Chludzinska, di Venezia, furono le uniche Crocerossine durante la Grande Guerra ad essere internate in un campo di concentramento, in palese violazione della Convenzione di Ginevra del 1906, allora vigente.

Le tre Infermiere Volontarie furono insignite di numerosi riconoscimenti per l’abnegazione del loro impegno in servizio, ricevettero anche la medaglia Florence Nightingale la massima onorificenza concessa dal Comitato Internazionale di Croce Rossa.

Sin dal 1915, lavorarono volontariamente come infermiere della Croce Rossa presso unità mobili e ospedali militari in zona di guerra. Nei giorni della ritirata di Caporetto si trovavano in servizio presso l’Ospedale n°014 di Perteole (Udine), dove rifiutarono di obbedire all’ordine dell’Ispettrice Generale di rientrare a Como e scelsero, coraggiosamente, di rimanere ad accudire i malati dell’ospedale.

Le crocerossine Andina e Clerici scrissero un diario di quei giorni di impiego nel supporto sanitario, così scriveva Sorella Andina «Il primo reparto, vuoto alla sera avanti, si era durante la notte, riempito di gravissimi operati, uno, due giorni avanti, negli ospedali più avanzati. Feriti al cranio, al petto all’addome, moltissimi polmonitici. Qualcuno agonizzava. Anche dentro di me qualcosa agonizzò e si spense. L’attaccamento alla vita. Sentii che la mia persona scompariva di fronte a quegli infelicissimi, sentii che qualsiasi sorte, qualunque sventura mi fosse riservata, io non potevo lasciare quei ragazzi, che tutto avevano dato alla Patria».

Furono liberate, nel maggio del 1918, tramite lo scambio con cinque suore austriache residenti in Italia, grazie alla collaborazione della Croce Rossa e delle autorità religiose. Il tempo di riprendersi ed entrambe tornarono in servizio sui treni ospedale e negli ospedali territoriali, costituendo un esempio straordinario di volontariato e dedizione.

Un appuntamento gratuito e aperto a tutta la popolazione per scoprire storie di straordinario impegno che continuano ad ispirare le attività delle Infermiere Volontarie anche oggi.

Fonte: Comunicato stampa
Il 115° delle crocerossine festeggiato con un libro
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento