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Humus Park: la natura si fa arte

Un'arte in due tempi: la prima settimana dal 14 al 19 maggio al Palù di Livenza la seconda, dal 21 al 26 maggio, nel Parco del Museo Archeologico di Torre a Pordenone e nel vicino Parco del Seminario diocesano

Parole chiave: Verde (1), Pordenone (97), Arte (5)
Humus Park: la natura si fa arte

 odere di arte, storia, archeologia e natura, scoprendo angoli incantevoli del Friuli Venezia Giulia che hanno molto da raccontare. E’ anche questo Humus Park, International land art meeting and exposition a cadenza biennale, in programma a Pordenone dal 14 al 26 maggio - evento ideato e curato da Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga, col contributo critico di Angelo Bertani e col contributo didattico di Guido Cecere, e organizzato dal Comune di Pordenone assieme ai Comuni di Caneva e Polcenigo.
I NUMERI. Tre comuni e tre parchi, oltre 90 artisti, 13 nazionalità rappresentate, 8 scuole d’arte e accademie nazionali coinvolte. Sono questi, i numeri dell’iniziativa.
DUE TEMPI. Due le settimane di lavoro, la prima dal 14 al 19 maggio al Palù di Livenza (sito archeologico Patrimonio Unesco, ricco di acqua sorgiva situato tra i Comuni di Caneva e Polcenigo), la seconda, dal 21 al 26 maggio, nel Parco del Museo Archeologico di Torre a Pordenone (dove il castello accoglie i reperti archeologici della provincia di Pordenone compresi quelli provenienti dal Palù) e nel vicino Parco del Seminario, isola verde racchiusa tra due rami del fiume Noncello.
La manifestazione è a carattere biennale, ma le amministrazioni comunali coinvolte ci credono. Il sindaco del capoluogo, Alessandro Ciriani sottolinea che "l’impegno è quello di sostenerla sempre di più e promuoverla cercando di farla approdare all’interno dei circuiti mediatici nazionali".
Tre parchi caratterizzati da una ricca vegetazione e da acqua di risorgiva attraverso i quali si può leggere la storia del territorio: dagli insediamenti palafitticoli del Palù alla villa romana, dal castello di epoca medievale fino ad arrivare agli operosi anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, quando fiorì lo sviluppo industriale basato su acque e canali, senza dimenticare le tracce del mondo rurale.
Il Seminario diocesano, che domina l’omonimo parco suggerisce infine una dimensione spirituale, il cui nucleo primigenio risiede proprio nel rapporto uomo natura.
Sono oltre 90 le personalità coinvolte tra artisti internazionali, nazionali e studenti selezionati nelle scuole d’arte locali e nelle accademie nazionali. Durante la creazione delle opere il pubblico avrà la possibilità di osservare gli artisti al lavoro, cogliendo le diverse tecniche utilizzate e seguendo il percorso creativo dall’ideazione alla realizzazione.
Maurizio Pertegato

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