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Pordenone: Il muro infinito. Fino al 6 gennaio

In mostra alla Biblioteca Civica 60 fotografie del Craf per spiegare Berlino del muro e di oggi. A cura di Eraldo Affinati la scelta, l'esposizione e un quadernetto che ne raccoglie le riflessioni per "Una mostra etica ed estetica".

Parole chiave: Muro (7), Berlino (5), Pordenone (323), Craf (2)
Pordenone: Il muro infinito. Fino al 6 gennaio

  econdo il curatore, Eraldo Affinati, la mostra "Il muro infinito", inaugurata sabato 9 novembre in Biblioteca civica a Pordenone e dedicata al muro di Berlino, è una esperienza "etica ed estetica insieme". Etica perchè è la storia di una democrazia ritrovata dopo gli anni bui della chiusura, dell’isolamento, del controllo, delle fughe mortali e dei sogni di libertà. Estetica perché la mostra, che raccoglie sessanta fotografie selezionate da Affinati stesso e provenienti dal Craf di Spilimbergo, è anche un percorso di conoscenza di una città e della sua storia attraverso un’esperienza di bellezza.

LA MOSTRA
E’ divisa in quattro sezioni che rappresentano ciascuna un diverso periodo di Berlino. Alle foto si accompagnano gli scritti di Eraldo Affinati, conoscitore di Berlino e della storia tedesca: "Attraverso i miei scritti ripropongo il mio viaggio emotivo davanti a queste fotografie".
La prima sezione presenta le fotografie di Toni Nicolini, fotografo del Touring club. Sono scatti in bianco e nero che ritraggono - come commenta Affinati - le "due Berlino del cielo diviso, quella falsamente morigerata orientale e quella artificialmente euforica occidentale". Nelle foto ragazzini in bicicletta e quadrati d’erba tra palazzoni tutti uguali (foto: "Erba sui cadaveri" perché quei quadrati d’erba incolta erano di fatto cimiteri) per la Berlino dell’Est; moderne architetture e luci al neon nella notte (foto: "L’isola comunista nel mare capitalista") per la Berlino Ovest. Solo "La profezia del bacio" di due ragazzi a cavallo del muro getta un barlume di luce nuova e, come ogni innamorato sa, permette di sognare l’impossibile: la caduta del muro.
Caduta immortalata nella seconda sezione: quella che riporta le fotografie di Marion Messina, spilimberghese, occasionalmente a Berlino proprio in quel 1989. Anche se, come scrive Affinati: "Fra tutte le rivoluzioni del secolo breve quella berlinese del 1989 è stata la prima ad essere integralmente ripresa dalla televisione", queste foto - pur se non scattate da un professionista - mostrano e trasmettono ancora tutta la carica di quegli attimi.
Una forza che è rimasta intrappolata negli scatti con le folle a cavalcioni del muro (foto: "Siamo noi, siamo in tanti" e "La marea umana"), o quelle di mani che sbucano curiose dal bordo o, al contrario, di piedi che penzolano da un muro che non è più invalicabile barriera, mentre le guardie osservano inermi la regia di una folla libera. Piace su tutte la foto delle tre ragazze che sorridono da uno squarcio nel cemento dove qualcuno aveva annotato la data tra le date 9.11.1989, nascita e rinascita (foto al centro pagina: "Il buco nel cuore" di Carlo Leidi).
La terza sezione ospita le foto di Eugenio Novajra dedicate alla Berlino di oggi dove restano i segni di un muro che non divide più ma che ancora rimane e, a suo modo, sopravvive in palazzi sventrati, in ritagli di barriere di cemento, in geroglifici spray che urlavano e urlano ancora l’imperitura necessità di una libertà a colori.
Infine la quarta sezione, dedicata al quartiere turco di Kreuzberg in Berlino. "La vera sconfitta di Hitler" secondo Affinati è proprio questa Berlino di oggi, mista e multietnica: "Quanto Berlino era una distesa di macerie - ricorda il curatore - i turchi contribuirono a ricostruirla". Da allora è partita una migrazione che oggi ha portato "oltre cento moschee e duecentomila abitanti di origine turca". E che, come anche la cronaca di questi giorni registra, accende di nuove paure, perché il muro è crollato e il monito alla pace va ribadito ancora.
"Per questo - spiega il curatore - ho voluto il titolo Il muro infinito". E per questo chiude il percorso della mostra un video che proietta le immagini dei settanta muri che oggi ancora nel mondo dividono Stati e popolazioni.

LIBRETTO
Più che un catalogo un quadernetto raccoglie i testi di Eraldo Affinati, riproduce le foto scelte: perché resti una traccia e una memoria a portata di mano.

INFO
La mostra "Il muro infinito. Berlino 1989-2019" rimane aperta fino al 6 gennaio nella sala esposizioni della Biblioteca civica di Pordenone.
Orari: lunedì 14-19, da martedì a sabato 9-19. L’ingresso è gratuito.
Simonetta Venturin

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