Cultura e Spettacoli
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Giornata della Memoria a Pordenone

Dalla scuola al teatro, in musica e parole la giornata della Memoria entra nel calendario degli avvenimenti cittadini: Pordenone e la memoria va oltre lo slogan

Parole chiave: Shoah (3), Cultura (9), Pordenone (257)
Giornata della Memoria a Pordenone

 Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime dell’Olocausto. Così è stato designato dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea delle Nazioni Unite del 1° novembre 2005, durante la 42° riunione plenaria. La risoluzione fu preceduta da una sessione speciale tenuta il 24 gennaio nella quale l’Assemblea generale celebrò il 60° anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell’Olocausto. Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

EVENTI PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA

27 gennaio ore 9.30 deposizione corona al Monumento del deportato in Piazza Maestri del lavoro e interventi di autorità.
Ore 10 deposizione corona alla targa commemorativa del Giorno della Memoria presso la sede dell’ex Provincia in Corso Garibaldi.
Ore 10.15 presso la sala consigliare dell’ex Provincia consegna medaglie d’onore e presentazione del nuovo video "NOVE su dieci", curato dall’Aned di Pordenone.
27 gennaio ore 20.45 - Teatro Comunale Giuseppe Verdi Pordenone, Concerto omaggio a Krzysztof Penderecki, compositore, direttore d’orchestra polacco (nato nel 1933), uno dei massimi esponenti di musica contemporanea in Europa. Si esibirà la Sinfonietta Cracovia con Jan Kalinowski al violoncello e Marek Szlerzer al pianoforte. Musiche di Weinberg, Ullmann, Penderecki. Direttore lo stesso Penderecki. Esclusiva nazionale.

"Pietre d’inciampo" - speciale progetto di alternanza scuola/lavoro di ricerca e di studio per concorrere all’inserimento di alcune pietre d’inciampo nella città di Pordenone e in altri luoghi del Friuli occidentale.
Piccole lastre metalliche dedicate a coloro che non sono più tornati dai campi di concentramento, una sorta di "Museo diffuso" ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig nel 1995 e che ha coinvolto fino ad oggi venti stati europei.
Saranno all’opera per posizionare le "Pietre d’inciampo", dal 29 gennaio al 2 febbraio, alcuni studenti delle classi terze, quarte e quinte del Liceo Leopardi - Majorana di Pordenone. Impegnati in 20 ore di attività, tra lezioni e laboratori, incontri con esperti anche su ricerca storica e diritto alla privacy, indagini nel Libro matricole del carcere di Pordenone, attività di ricerca presso l’Archivio storico del comune di Pordenone e l’Archivio di stato, contatti con le famiglie di deportati allo scopo proporre il posizionamento di "Pietre d’inciampo".

30 gennaio ore 11 duomo concattedrale di S. Marco - Concerto di cori delle scuole di Pordenone. Per il secondo anno consecutivo il Comune di Pordenone organizza un concerto in cui si esibiranno gli studenti pordenonesi sul tema della Shoah. Parteciperanno il Coro stabile della Primaria Rosmini(Pordenone sud), il Coro scolastico della Media Pasolini(Roraigrande), l’Orchestra e Coro "Cum Gaudio" della Media Lozer(Torre), il Coro scolastico media Centro storico e l’Orchestra del Leopardi - Majorana, Coro e Gruppo strumentale Collegio don Bosco.

2 febbraio ore 9.30 Auditorium Concordia Conferenza di Matteo Corradini "Il Diario di Anne Frank" per le classi terze delle scuole secondarie di primo grado e tutte le classi delle scuole secondarie di secondo grado.
Ore 18 Sala conferenze "Teresina Degan" Biblioteca civica di Pordenone -Parole e voci dalla vita di Anne Frank, per raccontare la nuova versione del Diario curata da Matteo Corradini per la Bur nel 2017. Narrazione a cura di Matteo Corradini, con proiezione di video, musica e letture dal testo originale del Diario.
ore 16.30 Parco Galvani a cura di ANED e Compagnia delle rose messa a dimora di alcune piante della "Rosa di Ravensbruk", in memoria delle deportazioni femminili. Nel campo di Ravensbruk (provincia del Brandeburgo) erano deportate prevalentemente donne (vd foto della roso a piè di pagina ndr.). A seguire presso l’Auditorium Pizzinato conferenza su "Una Rosa per Ravensbruk" con proiezione del documentario "FICL-Kpnzentration Lager" realizzato da Marco Coslovich.

Cinema: dal 25 al 27 gennaio nelle sale cinematografiche italiane "Gli invisibili" di Claus Rafle, racconta degli ebrei che rimasero clandestini a Berlino durante gli anni della persecuzione nazista.

15 febbraio ore 20.30 Chiesa Beato Odorico a cura dell’Associazione Aladura "La musica del dolore dai campi di prigionia". Incontro musicale con Gianni Fassetta. Su prenotazione per le scuole l’evento sarà ripetuto il 16 febbraio alle ore 9.
17 maggio ore 9 Teatro comunale Giuseppe Verdi: "Un testimone della Shoah - Incontro con Sami Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti di Auschwitz". Su prenotazione Associazione Aladura(0434/383474), per le classi terze della scuola secondaria di primo grado e tutte le classi delle scuole secondarie di secondo grado. Samuel Modiano detto Sami, nato nel 1930 a Rodi, all’epoca provincia italiana, dopo l’8 settembre 1943, invasa Rodi dai tedeschi, fu deportato col padre a Birkenau. Nel campo perse il padre Giacobbe e la sorella Anna. Si salvò camminando con i tedeschi da Birkenau ad Auschwitz perché, accasciatosi a terra, da due compagni di sventura fu mimetizzato tra un cumulo di cadaveri. Al suo risveglio raggiunse una casa e altri superstiti tra i quali Primo Levi. Il giorno successivo, era il 27 gennaio 1945, arrivarono a liberarli i sovietici. "Quel giorno ho perso la mia innocenza. Quella mattina mi ero svegliato come un bambino. La notte mi addormentai come un ebreo" ha scritto Modiano, facendo riferimento alle leggi razziali che lo videro espulso dalla scuola, e ripercorrendo la sua vita in "Per questo sono vissuto", Rizzoli, 2013.

MATTEO CORRADINI
Giornalista e scrittore, collabora con Popotus, inserto diAvvenire, si occupa di mistica ebraistica e Shoah, i suoi studi sul campo di concentramento di Terezin lo hanno portato a recuperare strumenti musicali e oggetti.
Ha fondato formazioni musicali eseguendo partiture composte a Terezin. Nel 2017 ha dato vita al Terezin Composers Institute, fondazione internazionale di ricerca e divulgazione sugli artisti internati nel ghetto di Terezin.
Ha curato la nuova edizione del Diario di Anne Frank per la Bur. "Con Dafna Fiano, che ha tradotto i testi, sono state recuperate le parole più vere di Anne. Ci siamo avvicinati alla giovane rispettandola, rimanendo un passo indietro".
Il 26 ottobre 2017 Corradini ha letto uno stralcio dal diario prima della partita Juventus Spal, aderendo all’iniziativa della FIGC contro il razzismo e l’antisemitismo. Corradini ha gentilmente inviato al nostro settimanale una riflessione:
"Lavoro tutto l’anno dedicando tempo, ricerche, energie alla Shoah. Il Giorno della Memoria potrebbe passare per me come un giorno qualunque, e invece no. Quando torna il 27 gennaio non cambia il senso delle cose, cambia solo il modo.
Vengo chiamato in teatri e scuole in Italia e all’estero per raccontare. A me, più di tutto, piace lavorare nelle scuole.
Quegli anni della Soluzione finale, delle persecuzioni razziali sono tanto diversi dai giorni di oggi. Ma il gheriglio di quelle storie ha il gusto delle storie di oggi, dei giovani di oggi. L’essere giovani nel mare di accoglienza. Forse sono questioni di sempre, e la Memoria serve a farle affiorare".
Maria Luisa Gaspardo Agosti

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