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Al premio Lucchetta la russa irina Flige attivista che denuncia la mancata libertà di stampa e di parola in Russia

"Dobbiamo ricordare che esiste e va sostenuta, un'altra Russia che, pagando un prezzo altissimo, si batte per il riconoscimento di quei diritti fondamentali che tutte le dittature soffocano, disprezzando la vita delle persone e la loro libertà" ha dichiarato la Flige

Parole chiave: Irina Flige (1), Russia (16), libertà (4), Putin (10), Giornalismo (12)
Al premio Lucchetta la russa irina Flige attivista che denuncia la mancata libertà di stampa e di parola in Russia

«Il lavoro di Memorial? Non abbiamo alcuna intenzione di interromperlo. Quello che facciamo oggi è importante come mai prima nella storia post-sovietica». Parola di Irina Flige, l’attivista russa della ong International Memorial fondata nel 1987 dal Premio Nobel per la Pace Andrej Sacharov. Studiosa di fama internazionale e direttrice della sede di San Pietroburgo di Memorial, Irina Flige nel pomeriggio di oggi, sabato 4 giugno, interverrà in video collegamento dalla Russia alla consegna del Premio Speciale Luchetta 2022, conferito a International Memorial “che da decenni difende con forza e determinazione il valore della democrazia e dei diritti umani in un Paese in cui è oggi quasi impossibile far sentire la propria voce e il proprio dissenso. Anche nel resto dell'Europa – spiegano le motivazioni - dobbiamo ricordare che esiste e va sostenuta, un'altra Russia che, pagando un prezzo altissimo, si batte per il riconoscimento di quei diritti fondamentali che tutte le dittature soffocano, disprezzando la vita delle persone e la loro libertà». «Memorial – ha dichiarato Irina Flige in un messaggio rivolto alla Fondazione Luchetta - non è solo un’organizzazione storica, è un’organizzazione attiva a sostegno dei diritti umani nel nostro tempo. Non si occupa solo del terrore di Stato del secolo passato, ma registra e rende pubbliche anche le violazioni dei diritti umani che avvengono ora. Un’attività che, nella Russia di oggi, è considerata inequivocabilmente antistatale e che noi siamo intenzionati a portare avanti. Abbiamo tre cose su cui concentrarci: innanzitutto la digitalizzazione totale dei nostri archivi, per metterli a disposizione di chiunque su Internet. Poi proseguiremo con l’attività di divulgazione e nella raccolta e pubblicazione di informazioni sulla resistenza contro la guerra in Russia, sia quella individuale che la resistenza collettiva. E ancora ci occuperemo di documentare le repressioni della polizia ai danni di quanti si impegneranno in questa resistenza».

«Memorial – ha ricordato ancora Irina Flige - è nato nel 1987, quando la gente scese in strada in diverse città del Paese, che era ancora l’Unione sovietica, chiedendo di aprire gli archivi, di fare i nomi di coloro che erano morti durante gli anni del Terrore sovietico, e di trovare le tombe di chi era stato fucilato o ucciso. Nel giro di due anni, le sedi di Memorial erano diventate più di duecento. Oggi Memorial è una comunità di oltre 30 organizzazioni indipendenti che operano in Russia, Ucraina, Germania, Italia, Francia e Repubblica Ceca. Memorial ha portato alla luce alcune fra le più importanti fosse comuni di vittime del terrore, trasformandole in luoghi del ricordo, e ha raccolto un numero rilevantissimo di materiali d’archivio, libri e reperti, ha registrato migliaia di testimonianze di vittime del Terrore, ha ideato decine di mostre e le ha portate in giro per la Russia e l’Europa, ha pubblicato centinai di libri e opuscoli, ha organizzato una grande quantità di commemorazioni pubbliche, ha sviluppato propri programmi di sensibilizzazione scolastica e civile. Oggi le ragioni politiche dietro la persecuzione di Memorial Internazionale in Russia sono lampanti,  le autorità non fanno granché per nasconderle. Chi è al potere in Russia non ammette che si agisca in modo autonomo. Qualunque germoglio di società civile negli ultimi trent’anni è stato sistematicamente calpestato; l’attacco a noi è un elemento importante della “battaglia per la storia” che il regime ha iniziato già nei primi anni Duemila. Il putinismo è innanzitutto il tentativo di porre a fondamento dell’immaginario collettivo l’idea mistica e assolutamente falsa di una Russia grande ed eterna in cui l’unico valore è stato e sarà la sacralizzazione dello Stato, dunque del potere. La Russia ufficiale di Putin è fatta di ministri, funzionari, deputati di Russia Unita, giudici, uomini e donne della propaganda televisiva. Prima o poi, a dio piacendo, questa guerra finirà e con la guerra finirà anche il regime fascista di Putin. E dopo la guerra faremo una riflessione su quanto non siamo riusciti a fare. Lavorare sui nostri errori sarà il futuro di Memorial».  La consegna del Premio Speciale Luchetta è in programma oggi alle 18.30 al Teatro Miela di Trieste: Irina Flige parteciperà in video collegamento, mentre sarà l'attivista italiano di International Memorial, Stefan Cok, a ritirare il riconoscimento. «La nostra scelta - spiega la presidente della Fondazione, Daniela Luchetta - ha voluto quest’anno valorizzare il ruolo centrale di una Ong che in Russia difende da 33 anni i valori della democrazia, della pace e della pluralità dell’informazione, pagando un prezzo altissimo. Memorial continua a lottare in Russia per il rispetto dei diritti umani, in un clima di sistematica repressione del dissenso, e chiede il sostegno dell’opinione pubblica e soprattutto delle istituzioni internazionali.  Il Premio Speciale Luchetta 2022 sarà celebrato in memoria di don Pierluigi Di Piazza, il sacerdote fondatore del Centro Balducci di Zugliano, scomparso lo scorso 15 maggio. Un ricordo affettuoso, sabato 4 giugno nel corso dell’evento al Teatro Miela, sarà portato dal fondatore della Comunità di San Martino al Campo don Mario Vatta, amico personale e compagno di strada nell’impegno sociale al fianco degli “ultimi”. Il Premio Speciale Luchetta è nato nel 2007, con la prima edizione assegnata all’inviato Ettore Mo. Nelle successive edizioni sono stati premiati Vittorio Zucconi, Piero Angela, Margherita Hack, Ernesto Caffo per i 25 anni di Telefono Azzurro, Francesco Tullio Altan. Simone Cristicchi, Giovanna Botteri, nel 2016 il Premio è stato assegnato alla memoria di Giulio Regeni, nel 2017 al Progetto Corridoi Umanitari della Comunità di S. Egidio - Federazione Chiese Evangeliche - Tavola Valdese, nel 2018 a Radio Siani, nel 2019 a Riccardo Iacona, nel 2020 alla Senatrice Liliana Segre. E nel 2021 al giornalista Nico Piro.

Fonte: Comunicato stampa
Al premio Lucchetta la russa irina Flige attivista che denuncia la mancata libertà di stampa e di parola in Russia
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