Veneto Orientale
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Spiagge litorale veneto: l'azienda sanitaria verifica il rispetto delle norme comportamentali

Proseguono i controlli dei tecnici del Dipartimento di Prevenzione dell'Ulss 4 sulle strutture di ristorazione e turistico alberghiere nelle località di Bibione, Caorle, Eraclea, Jesolo e Cavallino Treporti. Il loro compito è verificare se nelle strutture vengono rispettate le misure comportamentali previste dai decreti ministeriali 

Spiagge litorale veneto: l'azienda sanitaria verifica il rispetto delle norme comportamentali

Proseguono a pieno ritmo i controlli dei tecnici del Dipartimento di Prevenzione dell'Ulss 4 sulle strutture di ristorazione e turistico alberghiere nelle località di Bibione, Caorle, Eraclea, Jesolo e Cavallino Treporti. Il loro compito è quello di verificare se nelle strutture vengono rispettate le misure comportamentali previste dai decreti ministeriali e recepite dalla Regione Veneto, per quanto concerne la prevenzione dell'infezione da COVID -19. Tra queste la predisposizione di adeguata informazione al pubblico, in varie lingue, sulle misure di prevenzione; presenza di prodotti per l'igienizzazione delle mani; priorità di accesso tramite prenotazione e il mantenimento per 14 giorni dell'elenco dei soggetti che hanno prenotato; tavoli posti in modo da garantire almeno 1 metro di distanza tra i clienti così come la distanza al bancone; in generale l’adeguata distanza interpersonale ma anche il corretto utilizzo della mascherina; l'igienizzazione e la sanificazione ambientale e molto altro. In tutti i casi inadempienza verranno comminate le relative sanzioni.

<<Un’attività svolta nel massimo spirito di collaborazione con i gestori delle attività turistiche, ma allo stesso tempo volta ad accertare e a sanzionare  il mancato rispetto delle regole che gli stessi gestori devono adottare – spiega il direttore del dipartimento di prevenzione dell'Ulss 4, Luigi Nicolardi - . La diffusione del virus si è ridotta molo ma la guardia non va abbassata perché questo è ancora tra noi. E’ dunque fondamentale che i gestori e il personale dipendente delle attività turistiche rispettino rigorosamente i noti protocolli di prevenzione, e a questi va affiancato il senso di responsabilità dei cittadini. Nuovi focolai, o in generale la diffusione del virus nelle località di vacanza, creerebbero non pochi disagi sia alla struttura coinvolta e sia alla località turistica interessata>>.

Nei prossimi giorni al dipartimento di prevenzione verranno reclutati 6 nuovi tecnici destinati alle attività di controllo sul litorale.

All'appello lanciato dal dottor Nicolardi si unisce anche quello del direttore generale Carlo Bramezza rivolto ai pendolari del fine settimana: <<Premesso che nessuno intende creare allarmismo o indurre le persone a non recarsi in spiaggia, il sovraffollamento visto sull’arenile rischia di vanificare i tanti sacrifici compiuti dal personale medico e infermieristico. Sappiate che nessuno è immune al virus e qualora questo dovesse tornare a circolare potrebbe portare a un nuovo lockdown che determinerebbe danni economici incalcolabili oltre che problemi sociali. Se le località balneari non possono impedire ai pendolari di assieparsi in spiaggia che sia il senso civico della popolazione a prevalere: mantenete la distanza fisica ovunque, anche in spiaggia, e utilizzate le mascherine ove necessario, colo così’ potremo impedire un ritorno del virus>>.

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