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Silvia e Mirco Muzzatti: miele medaglia d'oro

Da Castelnuovo del Friuli: il loro miele di castagno ha meritato la medaglia d'oro. Si impegnano nel nomadismo delle api, spostando le arnie per inseguire questa o quella fioritura.

Parole chiave: Agricoltura (5), Api (3), Pordenone (168)
Silvia e Mirco Muzzatti: miele medaglia d'oro

  Silvia e Mirko Muzzatti (con il loro piccolo Christian) sono apicoltori a Castelnuovo del Friuli. Sono partiti con questa speciale e appassionante attività nel 2014, con 15 alveari ereditati dal papà di Mirko: segno di una passione di famiglia.
"Io mi sono laureata in storia dell’arte a Ca’ Foscari - ci racconta Silvia - ma vivendo con Mirko mi sono subito innamorata del mondo delle api. Lui deve fare per ora anche un altro lavoro, ma è viva la speranza che in un prossimo futuro potremo farcela soltanto con le api. Per ora abbiamo 70 alveari (saranno 90 a fine mese) e in casa non si parla che di ’loro’, le nostre api. Per seguirle al meglio, la nostra attenzione è soltanto per gli alveari, tanto che non abbiamo neppure trovato il tempo per sviluppare le foto del nostro matrimonio. Ma è un’attività gratificante che è stata premiata l’anno scorso con la medaglia d’oro per il miele di castagno". Nella voce di Silvia vibra un’intensità di coinvolgimento speciale mentre ci parla dell’attività che sta prendendo entrambi affascinandoli sempre di più.
Si parte dal recente periodo di nomadismo di buona parte degli alveari che sono stati trasportati quasi sulle vette carniche dove splendeva la gloria delle fioriture dei rododendri. Puro miele di rododendro perché le api, una volta individuata una specie florale per il loro bottino, la frequentano con assoluta fedeltà: e qui non l’hanno tradita nonostante il richiamo delle distese di fiori dei prati sottostanti.
Per gli alveari ci sono gli spazi intorno alla casa, nel terreno dei nonni.
In questa zona collinare non ci sono coltivazione intensive con il pericolo di certi trattamenti micidiali per le api; ma ci sono le vigne! E allora è a volte necessario "supplicare" i viticoltori perché provvedano a falciare l’erba tra i filari in modo che non sia messa in pericolo la vita della creaturine alate dopo il trattamento alle viti. E’ stato un dolore grande quando non sono tornate a casa e hanno lasciato alcuni alveari semivuoti: da 50 mila ridotte a poche migliaia, in seguito allo spopolamento da pesticidi.
Purtroppo non c’è assicurazione che venga incontro al danno per la moria delle api.
"Per fortuna, un mese fa la UE ha vietato l’uso dei pesticidi dannosi a tutti gli insetti impollinatori. Non possiamo dimenticare che se stanno bene le api stiamo bene anche noi!
Droni in America per l’impollinazione al posto delle api che non ci sono più?Credo si tratti di una grossa bufala. Non è possibile fare il complesso lavoro delle api, se non manualmente, fiore per fiore. Davvero impossibile!
Noi siamo nomadisti, inseguiamo cioè le fioriture trasportando gli alveari più forti. Li portiamo vicino alle fioriture dei prati per il millefiori; e poi presso le acacie, i castagni, l’erica carnea (posto segreto!), l’amorfa fruticosa lungo il Tagliamento, l’ailanto… L’apicoltore deve conoscere bene il momento giusto della loro fioritura. Infine il pregiato rododendro dei giorni scorsi in un ambiente fantastico tra cime e cielo. E noi su e giù continuamente per il necessario controllo. E ora il lavoro nel laboratorio di smielatura.
Poi il trattamento biologico contro la temibile varroa da ripetere nel tardo autunno.
"E’ un mondo incredibilmente bello- conclude Silvia - per cui a volte cade la fatica nell’esperienza coinvolgente, indicibile e incredibile, di contatto con la natura viva. Le api sono creature misteriose, tuttavia assecondarle nelle loro esigenze e trattarle bene è l’atteggiamento fondamentale dovuto per il loro grande dono. Sono piccole, ma riescono a trasmettere una sensazione di pulizia e profumo. Esse rispondono in qualche modo alle attenzioni che ricevono: lavorano al meglio se sono messe in condizioni ottimali. Inoltre donano per indole e lavorano strenuamente, fino allo sfinimento. Se si fa questo lavoro per passione, si vive bene, ci si sente gratificati con qualsiasi risultato. Per noi oggi c’è il sogno di lavorare soltanto con le api. Inoltre io vorrei andare nelle scuole per far comprendere ai ragazzi che le api sono un patrimonio inestimabile, da difendere a tutti i costi.
In fondo, diciamo noi, salvare le api è un contributo alla salvezza del mondo".
Flavia Sacilotto

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