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Il Semario maggiore: vita di comunità

Sono una quindicina i ragazzi attualmente residenti in Seminario diocesano a Pordenone. Si raccontano nel loro vivere quotidiano come nello studio e nei periodi da trascorrere nelle parrocchie

Parole chiave: Seminario (7), diocesi (115), Pordenone (279)
Il Semario maggiore: vita di comunità

  La Comunità del Seminario maggiore è composta quest’anno da una quindicina di ragazzi. Alcuni vi abitano stabilmente dal lunedì al sabato; altri, meno gravati dallo studio, alternano dei giorni in Seminario con dei giorni in parrocchia. I seminaristi del maggiore usano definirsi membri della "Comunità di teologia". Lo studio della teologia occupa il maggior tempo durante la settimana. Al mattino le lezioni, di pomeriggio un cospicuo tempo di studio personale. Non tutto però si esaurisce con lo studio. La vita comunitaria è scandita dalla preghiera quotidiana (Messa e Liturgia delle ore) e da altre numerose occupazioni. Il prefetto aiuta il rettore nelle indicazioni per la vita quotidiana. Il cerimoniere e i sacristi curano gli spazi e i momenti celebrativi. I responsabili dello Scrigno e delle attività vocazionali organizzano la presenza pastorale del Seminario nella vita diocesana. Il Seminario è anche una casa, che necessita di pulizie e giardinaggio. Un elemento fondamentale è quello della fraternità. Vivere insieme non sempre è facile, ma è la sfida che il Signore affida ogni giorno ai seminaristi. Tra i ragazzi si respira un buon affiatamento, un clima gioviale e allegro, disteso e sereno. La fraternità in Seminario è la base dell’amicizia e della collaborazione che deve regnare tra i sacerdoti. L’imperativo è quello di imparare ad accettarsi reciprocamente, a sorridere dei limiti, ad apprezzare le qualità altrui. Essere i preti di domani implica il dovere di dare una forte testimonianza di comunione e di unità. La fonte di questa comunione non è tanto lo sforzo - pur sempre necessario - che ciascuno fa, quanto il ritrovarsi tutti ogni giorno attorno allo stesso altare. Dai preti che accostiamo, soprattutto dai parroci, impariamo che il presbitero di domani dovrà essere un uomo di preghiera, che sa attingere forza e fedeltà nella frequentazione assidua della parola di Dio. Per poter realizzare tutto questo, i seminaristi necessitano dell’affetto, del sostegno e della preghiera di tutta la Chiesa diocesana.

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