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Hospice di Portogruaro: la persona la centro

L’Hospice funziona dal 2008. Quando venne avviato era l’unico nel territorio. "I malati sono persone fragili, spiega mons. Pigatto, hanno bisogno di non sentirsi soli, sono accompagnati con professionalità e dedizione. I familiari riconoscono il valore delle cure prestate...lettere o testimonianze hanno riempito 4 raccoglitori.

Parole chiave: Malato (2), Hospice (1), Sanità (10), Portogruaro (12)
Hospice di Portogruaro: la persona la centro

Le cure palliative rappresentano un modo di farsi carico della persona nella fase terminale dell’esistenza, contenendo il dolore fisico e contrastando la solitudine: la cura della persona fragile opera concretamente contro la cultura dello scarto e dell’indifferenza". Mons. Lino Pigatto, assistente spirituale dell’Hospice della Residenza per Anziani Francescon di Portogruaro dal 2012, ricorda così l’insegnamento del Papa e della Chiesa.
L’Hospice funziona dal 2008, sulla base di una convenzione con l’Ulss 4 Veneto Orientale. Quando venne avviato era l’unico nel territorio.
"I malati sono persone con grandi fragilità fisiche e psicologiche - prosegue mons. Pigatto - hanno bisogno di non sentirsi soli, sono accompagnati con professionalità e dedizione in questo momento conclusivo dell’esistenza. Posso testimoniare che i familiari dei pazienti accolti all’Hospice riconoscono il valore delle cure prestate dal personale addetto, che è considerato come un angelo custode; le lettere o le testimonianze dei parenti in tal senso hanno riempito ben 4 raccoglitori".
L’Hospice della Francescon è integrato nella rete dell’Unità Cure Palliative Domiciliari e della Continuità Assistenziale dell’Ulss 4 Veneto Orientale, diretta dal dottor Luciano La Marca. Grazie a terapie sempre più efficaci e alle campagne di prevenzione e diagnosi precoce, il tumore non è più né un male inguaribile né tanto meno incurabile; i numeri del "Registro Tumori del Veneto" confermano pienamente questa tendenza positiva; il tumore, però, costituisce ancora la seconda causa di morte in Italia perché, per alcune patologie, ad un certo punto, le terapie non risultano più efficaci; allora è giunto il momento delle cure palliative, che hanno una missione ben precisa: quando non si riesce più a sconfiggere la malattia, bisogna continuare a prendersi cura della persona malata, per proteggerla nel momento di maggior fragilità ed accompagnarla, assieme ai famigliari, nel migliore dei modi per la parte finale dell’esistenza, assistendola psicologicamente, curando il dolore e garantendole dignità. Se la famiglia è in grado di sostenere il peso assistenziale, il personale sanitario può praticare le cure palliative anche a domicilio. Nel caso in cui la famiglia non disponga di sufficienti risorse umane e di adeguate capacità assistenziali, è indicato il ricovero in Hospice.
Lo scorso 28 aprile è stata inaugurato il nuovo reparto, che occupa il terzo piano realizzato in sopraelevazione del padiglione "Banca Popolare Santo Stefano", con un vasto terrazzo panoramico sul centro cittadino.
L’Hospice dispone di 10 ampie camere singole, che possono ospitare con il paziente anche un famigliare di assistenza; dispone di adeguati spazi comuni, locali di servizio e di un ampio salone centrale, intitolato a "Olga e Giano Petrin", in ricordo della consistente donazione fatta specificatamente all’Hospice.
Antonio Martin

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