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Agricoltura: prima il secco poi le piogge e ora le cimici

Un'annata strana che maltratta i campi e le colture: prima tanti mesi a secco, poi oltre un mese di piogge e freddo con fioriture già avviate da un caldo marzo. Piante disorientate, api affamate e ora le cimici sui primi frutti. Quali frutti avremo?

Parole chiave: Piogge (1), Cimice asiatica (1), Siccità (1), Agricoltura (6)
Agricoltura: prima il secco poi le piogge e ora le cimici

DALLA LUNGA SICCITA’ ALLE LUNGHE PIOGGE

COLTURE STRESSATE, PRODUZIONI RIDOTTE

 

Avevamo sentito il presidente della Coldiretti, Matteo Zolin, verso la fine dello scorso marzo. Allora le sue considerazioni vertevano sulla diffusa siccità che stava mettendo a repentaglio lo stato di salute di molte colture agricole, mentre si registrava una diffusa preoccupazione anche per gli orti e i frutteti. Tuttavia era d’obbligo sperare nella buona pioggia della stagione primaverile. Che è arrivata, ma con tale sovrabbondanza e tanto prolungata nel tempo da creare nuovi problemi per i prodotti della terra.

Abbiamo sentito nuovamente il presidente Zolin dopo le lunghe piogge di aprile e maggio: quali danni hanno provocato nei vari settori dei prodotti agricoli?

Sicuramente la semina del mais ha subito un lungo rinvio, anche a causa del prolungato periodo di siccità precedente. In alcuni territori si sta seminando con due mesi di ritardo. Comunque dove la semina era avvenuta per tempo, le tenere piantine hanno subito freddo e troppa acqua. Se consideriamo poi le condizioni dell’orzo e del frumento, purtroppo si registra ritardo nel ciclo di maturazione delle spighe che sono in tanta parte ancora quasi vuote. La trebbiatura sarà pertanto notevolmente spostata nel tempo per cui anche la semina della soia subirà nel calendario analoga variazione in avanti. Inoltre l’acqua troppo abbondante ha determinato problemi di proliferazione di muffe, sicuramente dannose.

E per quanto riguarda i foraggi? E’ certo che un taglio è andato perduto, dal momento che il primo ha avuto luogo all’inizio di giugno. Inoltre il prolungato periodo  di attesa ha determinato una riduzione della quantità del prodotto, peraltro anche poco appetibile data la formazione della lignina conseguente alla eccessiva permanenza nel campo.

 

Marco Munari, frutticoltore di San Vito al Tagliamento, ci spiega che le eccessive piogge e le basse temperature hanno determinato nei frutteti l’attacco da parte di funghi e il ritardo nella crescita dei giovani frutti. Le piante hanno subito un notevole stress ed è stato pertanto necessario dedicare loro un supplemento di attenzioni. Il che non significa eccesso di trattamenti, che si cerca di attuare sempre con molta parsimonia e oculatezza. Nell’ambito della produzione dei frutti, la maggior parte delle ciliegie è andata marcia mentre le fragole si sono guastate per quanto riguarda il raccolto della prima fioritura.

E’ stato possibile salvare i meleti e i vigneti, sia pure con la previsione di ritardo nei tempi di maturazione. Purtroppo con la pioggia e le basse temperature le piante in fioritura non sono riuscite a sviluppare bene i frutti, tuttavia  sono stati evitati danni maggiori dato che l’arrivo delle belle giornate ha alleviato lo stress delle piante. Comunque funghi e parassiti sono stati molto favoriti dalla pioggia. In annate come l’attuale è evidente che le piante subiscano più di qualche danno.

Le vigne hanno registrato attacchi di peronospora. “Tuttavia noi agricoltori siamo molto attenti alla quantità dei trattamenti perché abbiamo a cuore la tutela dell’ambiente e la salubrità dei prodotti. Sull’uso dei fitofarmaci stanno cambiando gli scenari: i prodotti attuali sono meno tossici, i nuovi regolamenti puntano sulla tutela dell’ambiente, quindi i raccolti sono più sicuri. Vorrei aggiungere inoltre che su questo fronte  fra gli agricoltori e gli apicoltori c’è un rapporto di piena collaborazione”.

 

Nell’azienda di orticoltura di Erika Da Pieve di Porcia, l’eccessiva umidità ha costretto a rallentare le semine e i trapianti di tutte le verdure stagionali: le condizioni del terreno non hanno consentito di entrare nei campi.

I piselli e i fagioli già seminati non sono germogliati, per cui si è accumulata una grande mole di lavoro da portare a termine in tempi molto brevi.

Le basse temperature hanno pure compromesso la crescita e pertanto la produzione degli asparagi che è stata molto limitata.

 

Gianluca Bortolini di Budoia spiega che la situazione agricola della sua zona  era già stata compromessa dalla prolungata siccità; poi le interminabili piogge hanno sicuramente determinato per il frumento e la colza un danno intorno al 30% data anche la difficoltà di impollinazione. Nel frumento si è prodotta la ruggine che l’ha danneggiato nel periodo della fioritura.

E’ stato inoltre quasi impossibile entrare nei campi per  seminare il mais in aprile; quello germogliato dalle scarse semine che si sono potute effettuare allora cresce poco ed è molto ingiallito a causa del terreno freddo, dei parassiti e delle malattie. Per fortuna in questi giorni stanno nascendo le piantine dalla semina di maggio. Si spera ugualmente in un buon raccolto, se la stagione sarà favorevole, nonostante l’inevitabile ritardo della maturazione.  

Nei foraggi, con l’erba medica ingiallita e piegata, i parassiti hanno fatto strage. La prima falciatura è avvenuta da poco e il fieno è di scarsa qualità.

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