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Manuela Vinai, I giocatori. Etnografia nelle sale slot della provincia italiana

Perché le pareti e le finestre delle sale gioco di slot sono oscurate? Perché dentro è un altro mondo dove si dissanguano le famiglie

Manuela Vinai, I giocatori. Etnografia nelle sale slot della provincia italiana

Perché le pareti e le finestre delle sale gioco di slot sono oscurate? Perché dentro è un altro mondo da quello esterno. L’effetto trasparente non permette di immergersi in una spirale ipnotica. Ogni giorno sulle strade muoiono tante persone a causa di incidenti. Ogni giorno davanti a una macchina slot si dissanguano persone, gettando nella disperazione intere famiglie, sino alla soglia del suicidio. I primi sono i morti visibili, i secondi invisibili. Manuela Vinai (Torino) si occupa di ricerca applicata ai servizi socio-sanitari, con particolare riferimento alle marginalità sociali e ai processi di impoverimento. Nel suo testo edito con Meltemi, “I giocatori”, offre uno spacco molto interessante e prezioso legato al tema della dipendenza del gioco nei locali delle slot machine. Sei capitoli intrecciano la disamina concreta e reale del fenomeno del gioco nelle sale slot in Italia. Il mondo delle sale slot, oltre a essere una pompa idrovora di denaro, ha tutto un indotto che gli vive attorno, perché nulla è lasciato al caso. «In primo luogo nelle sale – scrive la Vinai – si notano gli sgabelli che sono associati ad ogni apparecchio. (…) Si tratta di postazioni che consentono una postura diritta, a tu per tu con l’apparecchio, dotate di seduta imbottita e generalmente senza braccioli» (p. 32). Che odore c’è dentro una sala slot? «Alcuni giocatori patologici – evidenzia l’Autrice – pur di non staccarsi dalla macchina possono arrivare al punto di non riuscire a trattenere l’urina». Manuela Vinai ha visitato le slot e dalla lettura del libro si comprende che è stata all’interno di questi mondi di suoni e luci ipnotiche per molte ore sino a gennaio 2020 prima della bomba pandemica. «Lo scenario che mi si svelava attraverso il senso dell’olfatto era quello dell’esclusione sociale, della parte deviante del gioco d’azzardo, era quello del giocatore che perde il controllo del proprio corpo» (p. 47). La patologia da gioco, come dicevo sopra, è cosa molta seria, che distrugge singoli e nuclei familiari. L’Autrice ha incontrato gestori e clienti mantenendo l’anonimato. «Non è la solitudine che caratterizza l’esperienza nelle sale slot in cui sono stata, ma la ricerca di una sospensione dell’ordinario. Una sospensione che spariglia anche gli equilibri della disuguaglianza sociale». Segno evidente che la malattia del mal vivere è nella vita reale. Su questo serve la cura.

G.R.

Manuela Vinai, I giocatori. Etnografia nelle sale slot della provincia italiana, Milano, Meltemi ed., 2020, pp. 153, € 15. http://www.meltemieditore.it/

Manuela Vinai, I giocatori. Etnografia nelle sale slot della provincia italiana
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