Pordenone
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Aperta ufficiosamente la 20esima edizione all'insegna dell'autofiction

Il ghiaccio è rotto e la 20a edizione di Pordenonelegge - quello all'insegna del camaleonte - è partita. E' partita nel nome dell'Autofiction con le letture dei ragazzi (e dei prof) del Leo Majo alle prese con i libri di Gian Mario Villalta (Prof, scrittore e direttore del festival) e Garlini (curatore).

Parole chiave: inaugurazione (1), Leo Majo (1), Autofiction (1), Pordenonelegge (43), Villalta (3)
Aperta ufficiosamente la 20esima edizione all'insegna dell'autofiction

Con il suo modo di scansare le glorie che lo riguardano il prof, direttore artistico e scrittore Gian Mario Villalta comincia l'incontro col dire: "Troppo caldo per tre vesti... ne basta una". Però le incarna tutte e contemporaneamente in modo "naturale", poiché effettivamente è tutte le cose insieme e contemporaneamente e ci si trova bene. Per continuare la metafora in quei tre panni è nei panni giusti. Dopo due parole sulla attualità del tema scelto, la preside Teresa Tassa Viol unitamente a Villalta stesso mette in scaletta la lettura di brani tratti dall'ultima fatica di Villalta "L'olmo grande" (ma pare aver mormorato che l'ultima la sta scrivendo, quindi la penultima). I ragazzi la continuano leggendo altri brani da "Bestia da latte" sempre di Villalta e da "Il canto dell'ippopotamo" di Alberto Garlini. Mentre un inusitato Cercas (protagonista della apertura ufficiale al Verdi) passa in maglietta e pantaloncini per il corso, facendo running in pieno centro. Questa è Pordenonelegge, con file ordinate di bimbi alle prime esperienze tattili, angeli indicanti e rispondenti a "la qualsiasi" tra le domande e autori in passeggiata. Comunque sia una cosa è certa: non può partire il festival senza il "La" dato sotto la Loggia del Municipio. Il direttore artistico conferma al microfono: "E' proprio questa la nostra apertura di Pordenonelegge. E' importante perché la centro c'è la scuola, perché rende protagonisti i prof ma soprattutto i ragazzi. perché dietro c'è un progetto di mesi di impegno che qualche segno lo lascerà...  questa è una buona scuola". Tassan Viol fa eco: ci piace cominciare dalla scuola: grazie agli insegnanti che ci mettono il cuore.. E ai ragazzi, iquali sanno che se abbiamo scelto questo tema, un motivo molto attuale c'è".

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