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Il Vescovo Pellegrini scrive ai fedeli della nostra Diocesi

Invita tutti a vivere la difficile situazione senza cedere alla paura, allo scoraggiamento ma con senso di realismo e responsabilità, con fede e con speranza. Ricorda la differenza nelle restrizioni tra parrocchie del Veneto e del Fvg.

Parole chiave: Coronavirus (231), Vescovo (109), Messe (13), Quaresima (17)
Il Vescovo Pellegrini scrive ai fedeli della nostra Diocesi

A tutti i fedeli della Santa Chiesa in Concordia-Pordenone
Ai sacerdoti e diaconi, ai fratelli e sorelle di vita consacrata, e ai fratelli e sorelle laici

  Carissimi,
il tempo della Quaresima, come ci dice la liturgia, è un tempo "favorevole", un’occasione di grazia per compiere un cammino di vera conversione e per rinnovarsi nell’incontro con Cristo, il risorto, che si comunica a noi nella Parola. Siamo invitati ad alzare il nostro sguardo verso Dio, a rivolerci a lui con tutto il cuore e a lasciarci abbracciare dal suo amore misericordioso. Le tre vie maestre: preghiera, digiuno e carità, sono le strade che la Chiesa ci offre per prepararci ad incontrare Gesù nella Pasqua, dove egli si fa dono per noi e per tutta l’umanità.
Quest’anno abbiamo iniziato l’itinerario quaresimale in modo imprevisto e triste. Il diffondersi del coronavirus anche nelle nostre terre, con la conseguente emergenza sanitaria, ci ha imposto dolorose riduzioni, sospendendo le nostre attività pastorali e la celebrazione eucaristica domenicale. Ad oggi le comunità parrocchiali del Friuli Venezia Giulia possono riprendere, pur con prudenza, le varie attività e celebrazioni, mentre questo non è possibile per le comunità e parrocchie del Veneto.
Viviamo questa difficile situazione senza cedere alla paura, allo scoraggiamento e al pessimismo, ma con senso di realismo e responsabilità, con fede e con speranza, animati dalla carità, nella piena consapevolezza che il Signore Gesù, vivo e risorto, è più grande di ogni male: con la sua morte e risurrezione il Cristo è vincitore di ogni male.
Come comunità cristiana siamo chiamati a testimoniare la gioia e la bellezza della nostra fede, che nel dolore e nella sofferenza ci chiede di non perdere la speranza. Quanti possono ritrovarsi nella celebrazione eucaristica rinvigoriscano la loro partecipazione e la testimonianza, attingendo a questo dono che - anche a motivo delle restrizioni - ci è dato di riscoprire in tutta la sua centralità ed importanza per la vita cristiana. Ciò che stiamo vivendo porti tutti a percepire l’indispensabilità della domenica, memori della testimonianza dei martiri di Abitene: sine dominico vivere non possumus.
A quanti non è possibile partecipare alla Santa Messa domando di intensificare la preghiera personale e in famiglia. Tutti si facciano intercessori per la nostre comunità, per gli operatori della santità, per gli ammalati e per quanti sono chiamati a compiere le scelte che riguardano il bene comune. Riscopriamo le nostre case come Chiese domestiche dove si prega insieme, dove si ascolta la Parola di Dio, case accoglienti di chi è nel bisogno e nella sofferenza. Questo tempo sia per tutti un’opportunità per compiere gesti concreti di condivisione e di solidarietà verso i più poveri.
Ciò che stiamo vivendo aiuti le comunità a sentire l’importanza della preghiera di adorazione al Santissimo, della riconciliazione e della necessità di sostenete la vita spirituale anche con scelte personali. Invito tutte le Parrocchie ad offrire un tempo stabile di adorazione al Santissimo, con la possibilità delle confessioni.
Auguro a tutti un buon cammino quaresimale, mentre vi ricordo costantemente nella mia preghiera e vi benedico di cuore.

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