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Imparare sperimentando: la scienza che piace

Federico Ferrini a Pordenone per Imparare Sperimentando ha portato al pubblico una lezione scientifica e di vita: capire l'universo affascina adulti e studenti

Parole chiave: Pordenone (234), Incontri (6), Scienza (4)
Imparare sperimentando: la scienza che piace

 

Applausi scroscianti per Federico Ferrini, astrofisico alla direzione di uno dei più importanti progetti dedicati allo studio delle alte energie, che questa mattina agli studenti di Pordenone ha dato una lezione di vita oltre che di scienza:«È l’umiltà a guidare il fisico, affinché lo scienziato non perda il suo obiettivo principale, capire l’universo. L’umiltà e l’apertura necessarie a mettere in discussione le proprie teorie, una volta constato che l’universo si comporta in modo diverso dal previsto. È questa la maggiore sfida per un fisico, e credo anche per i giovani» così ieri Ferrini ha concluso la sua lezione in un auditorium Concordia al completo, tra pubblico libero e i quattrocento studenti delle scuole superiori di Pordenone e tre classi di terza media dell’Ic di Prata. Ferrini ha partecipato alla conferenza organizzata nell’ambito di Imparare Sperimentando a cui hanno partecipato ieri anche il sindaco Alessandro Ciriani e l’assessore alla cultura Pietro Tropeano, e Stefano Turchet consigliere regionale; durante la lezione lo scienziato ha portato al pubblico lo stato delle più avanzate ricerche e scoperte dell’astrofisica, a partire dalla data storica del settembre del 2015, quando si è riusciti a misurare concretamente ciò che Einstein aveva ipotizzato e definito circa un secolo prima. Quando gli interferometri sono riusciti a misurare l’effetto delle onde gravitazionali dovute al collasso di due buchi neri nello spazio. Due decimi di secondo che hanno cambiato per sempre la storia della scienza. Da allora sono stati misurati una decina di eventi simili, tra cui quello dell’agosto 2017 quando gli interferometri hanno “fotografato” le oscillazioni provocate dalle onde gravitazionali in seguito all’unione di due stelle di neutroni formando così un buco nero. Un evento in cui si è constato ad esempio il momento in cui si è formato dell’oro, quello stesso oro di cui «sono fatti gli anelli che portiamo al dito» ha spiegato Ferrini. E ancora, l’astrofisico ha dato conto del nuovo osservatorio CTA, il progetto scientifico che coinvolge 1400 ricercatori e molti Paesi nel mondo, per la realizzazione di una rete di 118 telescopi in grado di registrare i raggi gamma: «Pensate solo a quale progettazione informatica occorrerà sviluppare perché ciascuno di quei telescopi dovrà ricostruire le condizioni precise dell’atmosfera in quel dato momento e in maniera molto dettagliata. Sarà un lavoro informatico incredibile che chissà quali risvolti avrà sulle nostre vite, magari in architetture informatiche in grado di gestire intere città» ha chiosato l’astrofisico prima di concludere la mattinata ringraziando il pubblico di ragazzi «complimenti per il vostro livello altissimo di attenzione, indice di preparazione».

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