Cultura e Spettacoli
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Il Museo diocesano accoglie due quadri: un Pordenone e un Amalteo

Il Museo diocesano accoglie temporaneamente due opere importanti: la pala del Pordenone della parrocchiale Santi Ilario e Taziano di Torre e la pala di Arzene dedicata a Santa Margherita. Occasione unica per ammirarle da molto vicino

Parole chiave: Museo Diocesano (1), Il Pordenone (14), Torre (2), Amalteo (2)
Il Museo diocesano accoglie due quadri: un Pordenone e un Amalteo

  Il primo valore del Museo Diocesano d’Arte Sacra è il suo autentico servizio alle arti, patrimonio di tutte le nostre chiese parrocchiali. Il Museo non ha come obiettivo quello di comporre una collezione nobile di manufatti, come esperienza di vanto e di povero orgoglio. Pur compiacendosi onestamente del proprio patrimonio, accoglie con gentilezza e ospita le opere che per i motivi diversi non possono - anche solo per un certo tempo - essere custodite nei luoghi sacri. Lo fa per conoscerle, per tutelarle e difenderle, per custodirle con l’intelligenza che gli è propria: nell’attesa che si creino le condizioni perché, se possibile, ogni opera esista nella collocazione per cui è stata sognata, voluta e plasmata.

La pala dei Santi Ilario e Taziano di Torre di Pordenone
E’ stata protagonista, assieme ad opere sorelle, nella recente mostra sul Pordenone.
Proprio nel movimentarla per calarla e condurla in Mostra, ci si è resi conto che una sua successiva ricollocazione sarebbe dovuta essere rivista: sia per un aspetto liturgico, e sacro; sia per criticità materiali, di tutela del bene stesso, e di opportuno ancoraggio all’altare. Proprio per valutare nel modo ottimale la riconsegna alla comunità, e per studiare un progetto di qualità, era necessario cercare ancora del tempo, perché la fretta non fosse cattiva consigliera.
Per questo il 2 febbraio la pala non è stata ricondotta a Torre, ma è graditissima ospite del Museo, fin a che l’altare non sarà pronto ad accoglierla.

Santa Margherita ad Arzene
L’antica chiesetta, nobilissima nella sua eleganza, necessita di importanti lavori di consolidamento delle copertura. Per questo motivo, per una tutela intelligente, la pala di Pomponio Amalteo iscritta nell’altura maggiore della chiesetta, è stata provvisoriamente portata in Museo.

Entrambe al Museo
La collocazione museale toglie alle opere la verità della loro originale collocazione, compromettendo spesso le proporzioni, e le prospettive, oltre che andando a toccare i valori di storia e di fede di ciascuna commissione. Ma regala suggestioni: permette di entrare a tu per tu con la materia dell’arte, osservando con fascino da vicino il colore, le tracce dei colpi di pennello, ed entrando in sintonia e relazione con le figure. I giochi di sguardi tra protagonisti e spettatori accendono dialoghi di affetto e di sentimento. E’ un’occasione, una opportunità. Per chi vuole approfittarne.
Don Simone Toffolon
Delegato vescovile per i Beni culturali

Il Museo diocesano accoglie due quadri: un Pordenone e un Amalteo
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