IL POPOLO - settimanale della Diocesi di Concordia -Pordenone
on line
 Home Page   Diocesi   Solennità dell'Assunta, commento di don Renato De Zan 
Solennità dell'Assunta, commento di don Renato De Zan   versione testuale
Maria Assunta è profezia della nostra Resurrezione
  Eva ha cooperato con Adamo nella caduta che ha condizionato, poi, tutta l’umanità.
Maria ha cooperato con il Nuovo Adamo all’opera di salvezza di tutta l’umanità.
Maria fu associata dal Padre a Cristo nella vittoria contro il peccato per mezzo della Immacolata Concezione, così è associata a Cristo nella vittoria contro la morte per mezzo della sua Assunzione.
La costituzione conciliare "Lumen Gentium", al n. 59, così si esprime: "L’immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima, e dal Signore esaltata come la regina dell’universo, perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, il Signore dei dominanti (cfr. Ap 19, 16), il vincitore del peccato e della morte".
Ciò che i cattolici chiamano Assunzione, gli ortodossi e gli armeni chiamano Dormizione di Maria.
ORIGINE DELLA FESTA
La festa sembra abbia avuto origine vicino a Betlemme verso il sec. V: si trattava della festa per la dedicazione della chiesa a Maria Madre di Dio.
Nel sec. VI, in Palestina e in Siria, il 15 agosto venne trasformato in commemorazione della "Dormitio" di Maria.
Sempre nel sec. VI si ha testimonianza che nella valle del Getsemani era venerato il sepolcro "dal quale si dice che Maria fosse assunta in cielo".
In occidente le prime testimonianze liturgiche della festa dell’Assunzione si hanno nel sec. VII (Messale di Bobbio).
Nella liturgia romana la festa è entrata per merito di papa Sergio (687-701), di origine siriana. Le prime testimonianze delle letture bibliche per la messa dell’Assunta risalgono al Lezionario di Würzburg (sec. VII-VIII).
Pio XII, nel 1950, proclamò il dogma dell’Assunzione di Maria.
I padri conciliari, nella costituzione conciliare "Lumen Gentium", al n. 68, esprimono un concetto che può essere una delle chiavi interpretative della celebrazione liturgica: "Come, già glorificata in cielo nel corpo e nell’anima, la Madre di Gesù è l’immagine e l’inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nella futura eternità, così nel frattempo brilla quaggiù sulla terra come segno di sicura speranza e di consolazione per il Popolo di Dio in cammino, fino a quando verrà il giorno del Signore (cfr. 2Pt 3,10)".
Maria "immagine e inizio della Chiesa" è un tema che si ritrova nel prefazio della solennità: "In lei, primizia e immagine della Chiesa, hai rivelato il compimento del mistero di salvezza e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza".
L’Assunzione di Maria, poi, è profezia e anticipo della nostra risurrezione.
La Liturgia del Vaticano II ha voluto dare alla Solennità dell’Assunzione un’importanza particolare e per questo motivo ha dotato la festa liturgica sia della messa vigiliare sia della messa del giorno.
Messa della vigilia
La messa della vigilia la Liturgia proclama il brano evangelico di Lc 11,27-28 ("Beato il grembo che ti ha portato"…"Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano").
Gesù intende dire che sua Madre e ogni discepolo è beato perché ascoltano la Parola e la mettono in pratica. Maria rimarrà per sempre come colei che ha detto di sì a Dio, accogliendolo nel suo grembo e diventando Madre di Gesù, che è uomo e Dio. Il discepolo che accoglie la Parola e la osserva ha la vita eterna e sarà risorto da Cristo nell’ultimo giorno (cfr Gv 6,30-71). Come prima lettura viene letto il testo di 1Cr 15,3-4.15-16.16,1-2 (introduzione dell’arca dell’Alleanza al centro della tenda che Davide aveva eretto per essa) e come seconda 1Cor 15,54b-57 (con la nostra risurrezione la morte sarà inghiottita dalla vittoria di Cristo).
Messa del giorno
Nel vangelo (Lc 1,39-56) viene narrato l’incontro tra Maria ed Elisabetta ("Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo"; "Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente") che - per i Padri - rappresentano la Chiesa e la Sinagoga. Come Maria ha generato il Cristo per il mondo, la Chiesa genera l’uomo come figlio di Dio davanti al Padre e davanti agli uomini. Il Figlio di Maria è causa e modello della risurrezione di tutti. La resurrezione è il modo con cui Dio assoggetta a Cristo ogni cosa, compreso l’ultimo nemico (dell’uomo) che è la morte (2° lettura: 1Cor 15,20-26). Nella prima lettura, il brano dell’Apocalisse viene presentata la donna rivestita di sole (Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab). Nella teologia apocalittica questa donna è la Chiesa. I Padri l’hanno interpretata come simbolo mariano.
Don Renato De Zan
Copyright © 2008 IL POPOLO - Credits