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Amanti a Illegio / La Madddalena di Gentileschi   versione testuale
Maria Luisa Gaspardo Agosti
  Sarà la vicinanza liturgica al 22 luglio, quando un tempo nel calendario romano generale di Santa Maria Maddalena si celebrava solo la memoria, dal 3 giugno 2016 invece Papa Francesco l’ha elevata al grado di "festa" per sottolineare di Maria Maddalena il compito di "evangelizzatrice degli apostoli, il ruolo della donna nella Chiesa e l’azione della misericordia di Dio", che ci fa procedere proprio dalla Maddalena per raccontare della mostra allestita a Illegio, comune di Tolmezzo, intitolata "Amanti - Passioni umane e divine", curata da don Alessio Geretti. Inaugurata il 21 maggio, resterà aperta fino all’8 ottobre.
Partiamo dalla parte finale della mostra, quella cui si dovrebbe pervenire dopo aver ammirato opere pittoriche e due gessi di Antonio Canova, il più celebre "Amore e psiche stanti", il cui marmo si trova all’Ermitage di San Pietroburgo, e "Cupido e Venere dormienti", opere che tracciano il cammino dell’amore dalla mitologia classica, alla sacra scrittura, la letteratura cavalleresca e romantica, il teatro, le vite dei santi.
Amori profani, passioni, seduzioni, amori feriti e finalmente amori redenti come Maria Maddalena che in mostra appare in due dipinti, uno di Orazio Gentileschi che viene da una galleria privata di Londra. Gentileschi ha per modella la figlia Artemisia, anche lei pittrice con in mostra un ritrovato "Cupido e Venere dormienti". Gentileschi, autore barocco, propone una splendida Maddalena dal volto illuminato di fronte alla visione di Cristo, il Risorto.
Maria Maddalena o di Magdala, è colei che "incontrato Gesù e liberata dai sette demoni è rinata a una vita nuova, sensata, piena (Enzo Bianchi, Gesù e le donne, Einaudi editore)" e ha seguito il Maestro fin sotto la croce con le altre donne. Ne ha annunciato per prima la Resurrezione. A lungo identificata anche con Maria di Betania sorella di Marta e Lazzaro, o con la peccatrice che unge i piedi di Gesù a casa di Simone il Fariseo. Maria ha creduto in Gesù, l’ha amato e ne è divenuta anche discepola: è il culmine dell’amore, il più alto.
Accanto alla Maddalena di Gentileschi quella del Murillio. Avrebbe meritato, a nostro sentire, più spazio questo amore di donazione, che oltre alla Maddalena ci propone una tavoletta cinquecentesca con lo sposalizio della Vergine, lo sposalizio mistico di Santa Caterina d’Alessandria di Filippino Lippi (1501) e altro.
Per concludere con quel preludio d’amore che sono i "Giovani innamorati di Ernest Klimt (1890)". Tra le lacrime di amori infranti l’olio su tela di Pietro Roi (1882) ritrae una Giulietta che attraversa la tragica scena con il suo candido splendente abito, sapientemente illuminato, e i lunghi capelli sciolti. Accanto Romeo. Le protagoniste dell’amore come seduzione sono ovviamente Salomé di Simon Vouet(1625) e Cleopatra di J. Michael Rottmayer(1685-1690).
Sono 42 le opere in mostra e spiegano il cammino dell’Amore.
INFO: Orari: da martedì a sabato 10/19; domenica 9.30/19.30. Aperture straordinarie tutti i lunedì di agosto.
Maria Luisa Gaspardo Agosti
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