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Pordenonelegge 2017: l'asino fa 18   versione testuale
Simonetta Venturin
  La diciottesima edizione ha l’asino sul logo. La spiegazione data da Gian Mario Villalta alla presentazione ufficiale del Festival targato 2017 non è quella che ti aspetti. Per il direttore artistico è "la bellezza dell’asino" quella di un giovanotto diciottenne (come il festival) bello di età... poi si vedrà come evolve. Ma c’è anche la capacità di lavoro e la sopportazione dell’asino, nonché la testardaggine di andare per la strada decisa. Dribblando in simpatia, ha rimarcato: "No, non sono io in copertina", evitando il trabocchetto: "Ma è un asino o un mulo?". Tante letture per una scelta che non è quella che pareva più semplice: "Asino chi legge". Sottotitolo "Non è mai troppo tardi": ottimo invito per la festa del libro con gli autori.
Festa che galoppa di successo in successo, ha ricordato il presidente della Cciaa di Pordenone, Giovanni Pavan che ha esordito con "Pordenonelegge è il successo del nostro territorio", ricordandone l’evoluzione dalla nascita alla piena maturità di oggi. Ormai non è più solo l’evento di settembre, ma un marchio di cultura che si spalma lungo tutto il calendario.
Il sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, ha ribadito che l’asino, dato per stupido, è invece intelligente. Lo dimostra il successo di una manifestazione che, non solo porta cultura ma offre momenti di aggregazione e ottiene un tornaconto economico molto superiore ai disagi causati.
Giuseppe Morandini, alla guida della Fondazione Friuli, si è detto orgoglioso di rispondere "presente". "Pordenonelegge - ha dichiarato - consente di approfondire i temi trattati ma in un clima disteso, come ho da spettatore sperimentato".
Infine, il vicepresidente regionale Sergio Bolzonello ha commentato la crescita delle proposte del marchio Pordenonelegge, legato al Premio Hemingway e al Salone del libro di Torino. Dopo il plauso alle collaborazioni ha sottolineato come l’eco delle cinque giornate resti in città con strascichi di interesse e stimoli. Ha concluso con un "Vogliamo bene a Pordenonelegge e alla nostra gente".
Simonetta Venturin
 
ALCUNE ANTICIPAZIONI
  Anche quest’anno a Pordenonelegge ci saranno grandi nomi della letteratura italiana e internazionale, con un programma che unisce firme consacrate a scrittori esordienti. Si apre con Carlos Ruiz Zafòn, seguitissimo scrittore di best seller (mercoledì 13 settembre al Verdi).
AUTORI ITALIANI. dando solo qualche assaggio si va da Domenico Starnone a Stefano Benni, a Walter Siti, fino all’atteso Gianrico Carofiglio che terrà una lezione magistrale sulle parole e la democrazia. E ancora: Marcello Fois (con i libri che l’hanno aiutato a diventare uomo e scrittore); Silvia Avallone con il suo ultimo "Da dove la vita è perfetta"; Mauro Covacich si soffermerà tra ricordi e letteratura sulla sua città d’origine, Trieste; Pino Roveredo presenterà il suo nuovo e sofferto libro sul carcere e i suoi problemi; non mancheranno Diego De Silva e Massimo Onofri, mentre Giuseppe Montesano racconterà in modo enciclopedico vite di artisti dalla preistoria alla modernità
Tra le storie al femminile quelle di Donatella Di Pietrantonio, intorno alla figura di una ragazza che ha perso tutto; di Sabina Minardi che fa rivivere Santa Caterina da Siena; Mariapia Veladiano che racconta di Bianca. Sarà come al solito presente chi vince il premio Campiello: quest’anno Francesca Manfredi, Premio Campiello Opera Prima 2017.
AUTORI STRANIERI. dagli Usa David Leavitt, Elizabeth Strout e Jennifer Niven; gli inglesi Lawrence Osborne e David Lodge col l’anteprima delle loro novità. E ancora il continuatore di Millennium David Lagercrantz, il russo Andrej Astvacaturov, l’ecosaggista Vandana Shiva e l’ex modella francese Victoire Maçon Dauxerre, Jean-Paul Fitoussi, Rutger Bregman, Thomas Hylland Eriksen, Bernard Stiegler, Catherine Millot, l’autore azzero Kamal Abdulla.
PER LA DIOCESI: Don Bruno Cescon in dialogo con mons. Renato De Zan, presenta il suo ultimo libro dedicato alla liturgia.
PORDENONE IN GIALLO. Una Pordenone gialla e inquieta è al centro degli incontri con Gianni Zanolin e Lorenza Stroppa. A tinte noir l’appuntamento con un altro pordenonese, Andrea Maggi, e il suo ultimo romanzo.
DIALOGHI. Molti dialoghi di grande spessore arricchiranno il festival. Come quello fra Enrico Brizzi e Paolo Cognetti, ultimo vincitore del premio Strega, sul tema del confronto con la natura e del racconto dell’esperienza. Francesca Melandri ed Helena Janeczek tratteranno l’importanza della storia nel definire i destini individuali e collettivi. Caterina Soffici e Loredana Lipperini si chiederanno il peso dell’inganno nella storia.
SULL’AMORE. Al femminile gli incontri tra Teresa Ciabatti e Anna Giurickovic Dato, che discuteranno di famiglia e del rapporto tra padri e figlie; poi Maria Venturi e Chiara Francini sull’educazione all’amore nel rapporto fra generazioni; analogo argomento per Enrico Galiano e Alberto Pellai. Sull’amore venato di nostalgia e legato alla virtualità tanto quanto alla realtà si soffermeranno Federica Manzon e Federico Baccomo; sull’amore disincantato Luca Bianchini con Federica Bosco.
CRITICA LETTERARIA. Molto spazio sarà anche riservato alla critica, o alla riflessione sulla letteratura. Solo due segnalazioni. La prima riguarda due incontri con al centro Ungaretti: il primo con il critico letterario Carlo Ossola che tiene una vera lezione; il secondo con Silvio Ramat che in dialogo con Davide Rondoni sulle lettere del poeta del Porto sepolto. La seconda segnalazione: la Cognizione del dolore di Gadda con Scarpa.
 
PREMIATO SOWYNKA
Il Premio FriulAdria La storia in un romanzo, nato dalla collaborazione fra pordenonelegge con il Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, e promosso dalla Banca Crédit Agricole FriulAdria, quest’anno viene assegnato al premio Nobel Wole Soyinka, che ha raccontato il sostrato mitico della realtà africana con la coscienza letteraria di un autore profondamente immerso nella cultura europea novecentesca.
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