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Il 10 settembre doppio appuntamento   versione testuale
Apertura Anno pastorale e Visita pastorale
  omenica 10 settembre 2017 il nostro Vescovo Giuseppe aprirà in forma celebrativa la Visita Pastorale (2017-2020) e contestualmente l’Anno Pastorale 2017/2018. É un evento a cui si desidera partecipare ispirandoci al Vangelo di Gesù: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua" (Lc 19,5).
La Visita Pastorale infatti avrà come ’icona’, la scena dell’incontro tra Gesù e Zaccheo. Egli si autoinvita nella casa di questo ’figlio di Abramo’, lo visita tra le pareti domestiche. Ecco perché la lettera del vescovo sulla Visita Pastorale reca il titolo: "Oggi devo fermarmi a casa tua".
Sarà quindi una esperienza di annuncio della Misericordia in un contesto di scambio famigliare.
Quel "oggi" è importante perché esprime non il giorno del calendario, ma il tempo in cui Gesù è in mezzo agli uomini, il tempo in cui Gesù cammina nelle strade della gente. È un oggi da cogliere, da sperimentare e da vivere.
Dio visita il suo popolo in quell’uomo Zaccheo. "La salvezza è entrata in questa casa"; la salvezza vuole dire: Gesù Cristo, Gesù come dono di Dio agli uomini, quell’amore di Dio che Gesù incarna, che la sua presenza offre e regala. "Questa casa" significa: Zaccheo che ci abita e tutte le persone che abitano con Zaccheo, anche tutta quella rete di rapporti, di relazioni, di parole, di azioni, di affetti, di sentimenti che costituiscono l’esperienza umana di Zaccheo. È tutto questo che viene sanato. Sono i nostri sentimenti che hanno bisogno di essere purificati, sono le nostre decisioni che hanno bisogno di essere rese giuste, confermate, portate a compimento, a pienezza; tutto questo ne ha bisogno e l’ingresso di Gesù nella casa di Zaccheo esprime il dono di Dio che rigenera.
Anticipiamo anche da queste righe, che l’Anno Pastorale 2017-2018, sostenuto dalla Lettera Pastorale che uscirà prossimamente, assieme alle locandine e ai depliant informativi, avrà come attenzione portante l’ambito della famiglia; il tutto coerentemente con la Visita Pastorale, che nei tre anni della sua durata temporale, avrà come considerazioni permanenti anche i giovani e i poveri.
L’APERTURA
IN SAN MARCO
E AL PARCO GALVANI
Una celebrazione diocesana dunque, a cui si desidera partecipare pensando sempre al Vangelo: "Voi uscite per le strade e andate ai crocicchi: tutti quelli che troverete, chiamateli, nessuno escluso (Mt.  22,9-10); si svolgerà in Concattedrale S. Marco e al Parco Galvani della Città di Pordenone, con laboratori pastorali disposti in alcuni punti del centro storico della Città. É un’occasione per ritrovarsi e ravvivare le nostre energie di operai evangelici, per incoraggiare e infondere a ciascuno il desiderio di rinnovamento della propria vita cristiana.
LA VISITA
PER UNITA’
La Vista Pastorale invece privilegerà il livello delle Unità Pastorali delle otto Foranie della Diocesi (inizieremo dalla Forania di Pordenone) per un nostro sostare insieme al Vescovo, fratello maggiore nella fede.
Sarà un incontro non superficiale, ma amichevole, vivo e vivificante tra il Vescovo e i suoi fratelli, chiedendoci: "Per chi siamo?". Viene infatti per confermarci nella fede e sostenerci nel nostro cammino di discepoli del Signore; viene per dirci la bellezza dell’essere cristiani e dello stare insieme come unica famiglia di Dio. Con la sua presenza e la sua parola ci mostrerà il vero centro della vita, cioè Gesù Cristo. Ci ricorderà che vale la pena di seguirlo e che, solo Lui, è in grado di illuminare la nostra vita.
Oggi le comunità chiedono "un’aggiunta d’amore" e la "capacità di allargare lo sguardo", di fronte alla crisi nel suo complesso e al mondo che bussa alle nostre porte. C’è bisogno di unità, di comunità cristiane che operino insieme, attente alla complessità e quindi pronte all’integrazione, anche se non è spontaneo farlo, sia per i preti che per i laici, per una millenaria tradizione incentrata nella singola parrocchia, con legami verticali verso il Vescovo e meno verso le parrocchie sorelle. L’impegno sarà di ascoltare, consolare, convertirsi personalmente e pastoralmente, interpretando i "segni dei tempi" e pronti a cooperare per il bene comune del nostro territorio.
E allora grazie, Padre Vescovo, per la sua attesa presenza in mezzo a noi, per il bene che vuole alle nostre comunità cristiane e per l’incoraggiamento che infonderà a tutti gli operatori pastorali, che con generosa disponibilità e grande entusiasmo, si impegnano a rendere vivo ed efficace il nuovo cammino in Diocesi. Lo Spirito Santo, che con lei invocheremo in questo tempo di preparazione al nuovo Anno Pastorale, dia a tutti noi la forza e la gioia di continuare a presentare Gesù Figlio di Dio.
Anna Maria Mio
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