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A Torrate la Giornata del Creato il 3 settembre   versione testuale
Antonio Martin
    "Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, / la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta". Questi versi del Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi possono accompagnare la celebrazione della "Giornata per la custodia del creato",  domenica 3 settembre, a Torrate di Chions,  nello storico borgo fortificato dei conti Sbrojavacca e nel vicino Parco delle Fonti: l’area di salvaguardia realizzata nelle campagne circostanti la centrale di sollevamento dell’acquedotto di Acque del Basso Livenza, oggi LTA. Sono 80 ettari di parco naturale, progettato ancor prima del 2000 per tutelare le fonti di acqua potabile da possibili inquinanti, compresi i pesticidi ed i diserbanti utilizzati nell’agricoltura intensiva. Il Parco protegge una ventina di pozzi artesiani, che captano l’acqua potabile da due falde sotterranee, profonde rispettivamente 40 e 180 metri. Con un primo intervento nel 2003-2004 vennero ri-piantumati 20 ettari di nuove aree boscate con 20 mila piante di alberi autoctoni (querce, carpini, aceri, frassini, olmi) e con gli arbusti del relativo sottobosco. Oggi, dopo una decina d’anni dall’impianto, si vede che sta crescendo un vero e proprio bosco planiziale, destinato ad avere con il tempo lo stesso aspetto del confinante storico bosco di Torrate (esteso per 7 ettari in comune di San Vito, ultimo relitto di foresta sopravvissuto ai vasti e ripetuti disboscamenti dei secoli scorsi, classificato Sito d’Interesse Comunitario - SIC -  per la conservazione degli habitat naturali). Per il futuro ci sono progetti di ulteriori piantumazioni su aree oggi ancora a prato.
Il bosco reimpiantato è stato già ripopolato da diverse specie animali ed è strettamente caratterizzato dalla presenza di "sorella acqua" che arricchisce l’ecosistema di biodiversità. Il Parco è delimitato da due corsi d’acqua (il rio Lin ad ovest e la roggia del Mulino ad est) che sono caratterizzati da sinuosi meandri e da una ricca vegetazione ripariale di salici, pioppi ed ontani, nonché da diverse olle di risorgiva. Nel Parco sono compresi 3 ettari  di zone umide, con stagni alimentati dalle acque di falda. L’area è percorsa da 8 chilometri di piste ciclo-pedonali, accompagnate da siepi e filari interpoderali. La realizzazione del Parco è stata completata dal recupero delle vecchie officine dell’acquedotto, trasformate nella moderna sala multifunzionale "Carlo Bittolo" dedicata soprattutto a convegni e alla didattica ambientale. L’area così attrezzata ben si presta ad un’azione educativa sul ciclo dell’acqua e sulla salvaguardia del patrimonio idrico, rivolta sia alle scuole che al resto dei cittadini. Tutti "gli uomini di buona volontà", credenti e non credenti, sono chiamati ad un uso  sostenibile della risorsa acqua: un bene limitato, la cui integrità è messa a rischio dalle moderne attività agricole ed industriali nonché dai cambiamenti climatici in corso. L’acqua è sempre più preziosa e deve essere restituita pulita all’ambiente naturale dopo l’uso umano. Solo così si opera concretamente la custodia del creato. Il Parco delle Fonti di Torrate si presta anche ad attività motorie per il tempo libero con passeggiate in ambiente naturale pregiato. I ciclo-turisti possono arrivarvi in bicicletta in meno di un’ora dai 4 punti cardinali lungo strade secondarie poco frequentate: da Pordenone, Azzano, Portogruaro, San Vito al Tagliamento, Pravisdomini e Motta di Livenza.
Antonio Martin
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