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Fiorenza Poletto
Dopo anni di ansie e corse dell’ultimo minuto oggi i proprietari sono un po’ più tranquilli. Infatti quest’anno, per Imu e Tasi, non ci sono variazioni. Inoltre è rimasta l’esenzione completa per le abitazioni principali, tranne per quelle di lusso.
Ricordiamo che per abitazione principale si considera un’unica unità immobiliare ad uso abitativo classificata nel gruppo catastale A (esclusi gli uffici A/10), nella quale il contribuente e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedonono anagraficamente.
Per le abitazioni di pregio, ossia di categoria A/1 (immobili signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi) l’Imu e la Tasi, come abbiamo segnalato, sono ancora dovute.
L’esenzione vale anche per le pertinenze dell’abitazione principale, ma solo nei limiti di una per ciascuna categoria catastale C/2 (cantina, soffitta o locale di sgombero), C/6 (box o posto auto), C/7 (tettoia).
Dovranno, invece, versare Imu e Tasi tutti i proprietari di immobili che si trovano in Italia e tutti quelli che su di essi sono titolari di un diritto reale di godimento; come l’usufruttuario o chi ha un diritto d’abitazione, di uso, di enfiteusi e di superficie.
Nel caso di più comproprietari l’imposta è pagata da ciascuno in proporzione alla propria quota e con versamenti separati. L’esenzione per l’abitazione principale si applica solo a chi vi dimora e ha la residenza anagrafica.
L’esenzione da Imu e Tasi è prevista per legge anche nei seguenti casi: a) l’abitazione data al coniuge separato o divorziato assegnatario (anche se non proprietario) con diritto all’esenzione purchè vi dimori abitualmente e risieda anagraficamente;
b) l’abitazione posseduta dai cittadini italiani non residenti nello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), ma solo se già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a meno che non risulti locata o data in comodato;
c) le unità immobiliari di proprietà delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari o destinate a studenti che siano soci assegnatari;
d) gli alloggi regolarmente assegnati dagli Iacp e I fabbricati di civile abitazione destinati agli alloggi sociali;e) l’abitazione, non locata, degli appartenenti alle Forze armate, Polizia, Vigili del fuoco o alla carriera prefettizia, anche se non  vi risiedono.
L’Imu e la Tasi si pagano sugli immobili abitativi a disposizione, come le seconde case e quelli affittati e sfitti, sugli immobili dati in uso gratuito, salvo la riduzione al 50% tra genitori e figli.
L’Imu è dovuta per i terreni agricoli (esenti da Tasi), anche se non coltivati, inclusi gli orti. Sono esclusi i terreni agricoli che si trovano in Comuni classificati come montani o di collina nella circolare ministeriale n. 9 del 14 giugno 1993 e quelli posseduti e condotti da coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali ubicati in qualsiasi altro Comune.
Infine anche per i versamenti è tutto molto lineare, in quanto i Comuni non hanno potuto alzare le aliquote.
Se non è cambiato niente dall’anno scorso, basta versare entro il 16 giugno, con modello F24 o bollettino postale, il 50% del totale corrisposto lo scorso anno. Il 18 dicembre successivo si farà il conguaglio, tenendo conto delle aliquote deliberate dal comune per il 2017.
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