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Tutela dei minori non accompagnati   versione testuale
Antonio Lazzàro
Lo scorso anno il numero dei minori arrivati in Italia via mare senza un accompagnatore ha superato i 25.800, più del doppio rispetto al 2015. Secondo le stime dell’organizzazione Save the Children, dall’inizio del 2017 i minori arrivati sarebbero 3.360, di cui almeno tremila non accompagnati. Di molti minori si sono perse le tracce e si teme che siano finiti nella criminalità organizzata. La presenza di un numero così rilevante di minori desta molta preoccupazione nella nostra società perché sorgono fondati dubbi sulla loro condizione e sul loro futuro. Le notevoli difficoltà di gestione del flusso di immigrati minori ha spinto il Parlamento ad approvare una nuova legge che possa garantire loro una maggiore protezione e un’applicazione uniforme delle norme per l’accoglienza su tutto il territorio nazionale. La legge dà nuova attuazione alla Convenzione di New York del 1989 sui diritti del fanciullo, la quale afferma, tra i suoi principi, che in tutte le decisioni relative al minore deve essere considerato prioritariamente ’il superiore interesse’ del ragazzo. Per minore straniero non accompagnato presente nel territorio dello Stato si intende il minorenne non avente cittadinanza italiana o dell’Unione europea che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano. Quindi, oltre ai minori completamente soli, rientrano in tale definizione anche i minori che vivono con adulti diversi dai genitori, che non ne siano tutori o affidatari. Il principio fondamentale è che "i minori stranieri non accompagnati sono titolari dei diritti in materia di protezione dei minori a parità di trattamento con i minori di cittadinanza italiana o dell’Unione europea". In concreto la legge elenca quali diritti sono effettivamente riconosciuti nel nostro Stato ai minori stranieri non accompagnati. In particolare essi hanno diritto all’assistenza sanitaria e sono iscritti obbligatoriamente al Servizio Sanitario Nazionale. Hanno il diritto di essere iscritti alla scuola, non solo dell’obbligo, ma di ogni ordine e grado. L’iscrizione può essere richiesta in qualunque periodo dell’anno, nei modi previsti per i minorenni italiani. I ragazzi di età compresa nella fascia di istruzione obbligatoria (6-16 anni) devono essere iscritti, a cura dei genitori o di chi ne esercita la tutela, alla classe corrispondente all’età anagrafica, a meno che il Collegio dei docenti deliberi l’iscrizione a una classe diversa. E’ stabilito il divieto di respingimento alla frontiera di minori stranieri non accompagnati e, pertanto, si devono realizzare le strutture sufficienti al loro accoglimento.
Il legislatore, ancora una volta traccia le linee operative ma poi demanda agli enti locali il compito di promuovere la sensibilizzazione e la formazione di affidatari. Si deve infatti favorire l’affidamento familiare dei minori stranieri non accompagnati, in via prioritaria rispetto al ricovero in una struttura di accoglienza. Gli enti locali non avranno però alcun finanziamento e dovranno provvedere con le loro scarse risorse. Nello stesso tempo, lo Stato si rivolge anche al volontariato perché contribuisca alla risoluzione del problema. Si prevede, infatti di istituire, presso ogni tribunale per i minorenni, un elenco dei tutori volontari, a cui possono essere iscritti privati cittadini, selezionati e adeguatamente formati. I volontari dovranno essere disponibili ad assumere la tutela di un minore straniero non accompagnato o di più minori, quando la tutela riguarda fratelli o sorelle. Come ormai spesso si verifica, lo Stato ritiene di aver adempiuto al proprio compito con l’emanazione di una nuova legge, senza neppure prevedere un suo finanziamento (nessun onere per la finanza pubblica). Perché si possa far fronte al fenomeno, che si prevede in continuo aumento, si invoca l’intervento del volontariato. Anche se la risposta sarà ancora una volta ampia e generosa, non crediamo che si possa far fronte al continuo ingresso dei minori senza una dettagliata operatività e con procedure che coinvolgano fattivamente le varie Amministrazioni Pubbliche, dalla Scuola alla Sanità, dal Lavoro agli Enti locali, con oneri a carico dello Stato e con rigorosi controlli sulla loro gestione.
Antonio Lazzàro, Già Presidente del Tribunale di Pordenone
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