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Nasce la Fondazione Friuli. Entrano le due diocesi   versione testuale
Addio Fondazione Crup di Udine e Pordenone
  Fondazione "Crup rimane un patrimonio storico della nostra realtà, che ha radici profonde nella storia dei Monti di Pietà e della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, ma ora diventa Fondazione Friuli. Ci viene richiesto, infatti, di separare nettamente il cammino e la mission delle Fondazioni, che perseguono finalità filantropiche, dal sistema bancario, interessato da un passaggio difficile". Così il presidente Lionello d’Agostini ha annunciato, venerdì 13 gennaio, l’importante trasformazione della Fondazione Crup, che diventa Fondazione Friuli: "Dopo numerosi incontri e faticosi dibattiti, abbiamo ritenuto, con una approvazione all’unanimità, sia da parte dell’assemblea che del consiglio, che il nome "Friuli" sia quello che risponde meglio alla nostra mission. Già prima eravamo l’unico ente sovraprovinciale che univa due territori importantissimi come quelli di Udine e Pordenone. Sappiamo benissimo che il Friuli non è solo Udine e Pordenone, ma queste ultime rappresentano comunque il 90% del territorio friulano e una identità territoriale e storica innegabile, pur nelle evidenti diversità. Però questo mosaico di territori e di culture, di storie diverse, trova nel nome Friuli un elemento unificante. E il fatto che tale modifica sia avvenuta all’unanimità, dà il senso dell’unità sostanziale, non solo formale, dell’attività che svolge questa Fondazione sui progetti, sui programmi e sulla propria mission".
Perché Friuli?
Si sarebbe potuta chiamarla semplicemente Fondazione Udine Pordenone. Ma "ci siamo chiesti se tutti i territori, dalla Carnia alla Bassa Friulana, dalle Valli del Natisone al Sacilese, si sentissero rappresentati dalla denominazione Udine Pordenone. Dopo un lungo, approfondito ed anche sofferto percorso di consultazione e riflessione aperto anche all’esterno, alla fine ci siamo convinti che la soluzione migliore per tenere unito il nostro territorio di riferimento fosse quella della denominazione "Friuli", anche se si tratta di una denominazione geografica che non ha i contorni precisi come quelli delle due province. È una scelta inclusiva, che vuole tenere insieme le diverse articolazioni del territorio, e identificativa, perché nell’Italia e nel mondo, grazie alla nostra emigrazione, molti conoscono il Friuli e la gente friulana, piuttosto che Udine o Pordenone".
Una vera e propria "epifania"
Questo elemento identificativo esterno è stato ritenuto essenziale per la coesione, nel momento "in cui si vanno spezzettando le realtà istituzionali rappresentative del nostro territorio, disgregando un po’ il senso di appartenenza che è alla base della nostra convivenza. In tal modo riposizioniamo la nostra Fondazione sulla base storica millenaria del Friuli, ma con una visione nuova. Per questo abbiamo intitolato questo incontro "Epifania della Fondazione": è il momento del passaggio, della rivelazione, di una nuova vita, fermi restando i capisaldi della tradizione storica della Fondazione Crup". Il cambiamento non é soltanto nominalistico, ma di sostanza. Cosa cambia? "Significa una maggiore assunzione di responsabilità con le istituzioni nel perseguimento di un nuovo welfare di comunità, desiderando partecipare in maniera attiva al cambiamento del Friuli, con il ruolo che compete a una Fondazione, che non è né ente pubblico né privato, ma soggetto privato con finalità pubbliche, soggetto intermedio della società civile. Per l’esperienza maturata pensiamo di poter partecipare a questo processo di cambiamento, implementando quel senso di solidarietà estesa, diffusa, che è alla base della coesione sociale di cui abbiamo bisogno e che si basa anche sull’identità storica e culturale. Il nome Friuli, in questa visione, non deve creare divisioni, ma il riconoscersi in una storia comune. Pur con tutte le differenze che ogni singolo territorio e paese ha, collettivamente concorriamo a rappresentare un popolo, una storia da valorizzare e di cui sostenere la crescita". Ad altri spetta poi tradurre tutto questo in scelte politiche e, in questo senso, D’Agostini rimarca come non si voglia con questa scelta creare una polemica verso le riforme regionali in atto: "Su questo intendiamo essere assolutamente rispettosi e non vogliamo intervenire. Nostro compito è di dare un segnale di preservazione dell’unità nel segno di una comune identità culturale del Friuli".
Ciò non toglie, naturalmente, che per "coloro che hanno vissuto questi primi 25 anni di vita della Fondazione sia un momento vissuto con particolare emozione".
La banca, da tutti identificata con l’acronimo Crup, già da tempo, a seguito dei processi di integrazione, non identifica più i territori di Udine e Pordenone, ma è diventata Cassa di risparmio del Friuli-Venezia Giulia, rendendo l’omonimia in un certo senso fuorviante.
"Non dimentichiamo il passato, ma guardiamo al futuro. Lo spiegheremo in una prossima serie di incontri alle categorie economiche, al mondo della cultura e della scuola, a tutti i "mondi" con cui interagiamo".
Servizi a cura di Roberto Pensa
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