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Chi aumenta e chi no
Da quattro anni la retta giornaliera è rimasta inalterata sui 46 euro al giorno. Non solo non ha subito aumenti, ma non ne subirà fino a quando le entrate riusciranno a far fronte alla spesa realmente necessaria per la gestione ordinaria della struttura.
Sarebbe stato facile prevedere risorse aggiuntive per consentire una più disinvolta programmazione delle uscite". Riportiamo questo passaggio dalla relazione inviata ai soggetti fondatori della Casa di riposo Solidarietà di Azzano Decimo dal suo presidente Giuliano Coan: un riconoscimento dovuto per l’oculatezza della gestione della struttura, nel rispetto dei migliori parametri di assistenza agli ospiti e di cura dell’ambiente, che ha consentito di mantenere anche per l’anno in corso la retta invariata sui 46 euro giornalieri (al netto del contributo regionale di 15, 60 euro): la più bassa della regione. Tanto che il Consiglio di amministrazione può affermare a ragione di rappresentare una realtà "fuori dal coro": nel senso che non è coinvolta nella protesta dei Sindacati Pensionati, i quali in un recente documento hanno denunciato gli aumenti eccessivi delle rette delle Case di riposo del territorio regionale con un incremento compreso tra i 75 e i 180 euro mensili. E non è poco in tempo di crisi, quando le famiglie o gli enti locali devono integrare l’importo derivante dalla pensione (per lo più minima) e dall’assegno di accompagnamento attribuiti alle persone assistite. Il peso degli aumenti grava totalmente sull’utenza, dato che il contributo regionale è rimasto invariato dal 2006. La richiesta dei Sindacati, finalizzata all’ottenimento di un sostegno economico maggiore da parte della Regione alle Case di riposo, è stata respinta, in vista della necessità attuale di dare un aiuto ai lavoratori in difficoltà. Tuttavia le Organizzazioni sindacali non demordono, ma domandano anzi spiegazioni sull’aumento ingiustificato dei posti letto (314 quest’anno) nelle strutture per non autosufficienti: che penalizza tutte le Case di riposo con il mancato aumento del contributo giornaliero. Chiedono inoltre che sia potenziato il sostegno per l’assistenza domiciliare agli anziani. Come spiega Marisa Susanna, segretaria regionale della Fnp Cisl, è necessario riconoscere l’impegno dei familiari che si fanno carico di assistere in casa i propri anziani con un adeguato contributo economico (Fap- Fondo di autonomia possibile) a partire da un massimo di 6-7 mila euro all’anno. Nella bozza di regolamento, sono indicate tre fasce di intervento in relazione al numero di ore di assistenza praticate dalla badante e sulla scorta di un "Progetto di vita" elaborato dal Distretto sanitario di appartenenza che certifichi le necessità della persona assistita. Il contributo può essere riconosciuto, in base a un’autodichiarazione, anche ai familiari stessi che si prendono direttamente cura dei propri anziani. Contributo che verrebbe sospeso dopo 50 giorni di ricovero presso qualche struttura. Il Progetto dovrebbe partire concretamente con i primi del 2010. In questa direzione è stato rassicurante l’incontro in Regione con l’assessore Kosic e con la dott. Visentin. Come sono necessarie più risorse per le Case di riposo, è altrettanto doveroso riconoscere sgravi fiscali alle famiglie che hanno i propri cari ricoverati in queste strutture.
 
Flavia Sacilotto
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